Noberto Bobbio, quando la sinistra difendeva, Nazione e la classe operaia che andava in paradiso – Sardine riflettete e magari studiate

Un filosofo, un Uomo di Vasta Cultura, e pure di sinistra, quella che parlava alle classi operaie, e non alle banche e alla finanza, sembra siano trascorsi millenni e invece no, ma oramai per  l’odierna insulsa pseudo sinistra alea iacta est

SOVRANITA’ DEL POPOLO E SOVRANITA’ DEI CITTADINI. da Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi, Torino 1997, p. 128.

La democrazia moderna riposa sulla sovranità non del popolo ma dei cittadini. Il popolo è un’astrazione che è stata spesso usata per coprire una realtà molto diversa. È stato detto che dopo il nazismo la parola Volk è diventata impronunciabile. E chi non ricorda che l’organo ufficiale del regime fascista si chiamava “Il Popolo d’Italia”? Non vorrei essere frainteso, ma la parola “peuple” dopo l’abuso che se ne fece durante la Rivoluzione francese è diventata sospetta: il popolo di Parigi abbatte la Bastiglia, compie le stragi di settembre, giudica e giustizia il re. Ma che cosa ha a che fare questo popolo coi cittadini di una democrazia contemporanea? Lo stesso equivoco si celava nel concetto di populusromanus o di popolo delle città medievali, che imponeva fra l’altro la distinzione fra popolo grasso e popolo minuto. Via via che la democrazia reale si è andata sviluppando, la parola popolo è diventata sempre più vuota e retorica, anche se la nostra costituzione, anch’essa, enuncia il principio che “la sovranità appartiene al popolo”. In una democrazia moderna chi prende le decisioni collettive, direttamente o indirettamente, sono sempre e soltanto i cittadini utisinguli, nel momento in cui gettano la scheda nell’urna. Non è un corpo collettivo. Se non fosse così, non avrebbe alcuna giustificazione la regola della maggioranza, che è la regola fondamentale del governo democratico. La maggioranza è il risultato di una somma aritmetica dove ciò che si somma sono i voti di individui singoli, proprio di quegli individui che la finzione di uno stato di natura prepolitico ha permesso di concepire come dotati di diritti originari, fra i quali quello di determinare con la propria libera volontà le leggi che lo riguardano.”

CONTESTUALIZZIAMO amici miei questo pensiero, e ritroviamo le macerie del post 68, una società di personalismi e non di idee condivise, di bulli politici che si affrancano mostrando muscoli e non idee.

Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze ecco in sintesi il “suo illuminato pensiero”

La nazionalità quale prostituzione alla globalizzazione, NO NO NO, RIBELLIAMOCI AL GLOBALIZZATO, ALLA DISTRUZIONE DEL PIANETA E DELL’AMBIENTE, ALL ANALFABETISMO CHE CI RENDE SCHIAVI, STUDIARE E’ CULTURA E RENDE LIBERI

Condivido l’assunto secondo il quale : “…SOVRANITÀ NON DEL POPOLO MA DEI CITTADINI.”FORSE È QUESTA LA DIFFERENZA CHE FA LA DIFFERENZA…

Ma il miglior ritratto di se stesso lo da lo stesso Bobbio

‘Dalla osservazione della irriducibilità delle credenze ultime ho tratto la più grande lezione della mia vita. Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare. E poiché sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse supeflua: detesto i fanatici con tutta l’anima.” W LA SOVRANITA’ NAZIONALE RITORNIAMO AL CONCETTO DI PATRIA, LE NOSTRE RADICI NON SI MUTUANO CON L’OMOLOGAZIONE

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1 Commento

  1. https://www.corriere.it/politica/19_dicembre_06/endorsement-monti-le-sardine-interessanti-89f68802-1800-11ea-addc-85aa5b33ebd7.shtml se poi con le SARDINE ci sta pure Mario Monti….credo che più che riflettere, staranno meglio in frittura.

    Del resto BASTA LA PAROLA: le scelte linguistiche non sono mai casuali; le SARDINE non hanno nulla a che fare (e soprattutto NON PASSA LORO NEMMENO PER LE PINNE) con la critica al neoliberismo, tantomeno alla lotta di classe (tutt’altro che tramontata!!).

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