Napoli Londra andata e ritorno

Tu mi chiudi tu mi paghi

da una napoletana a Londra

Da quando e’ iniziata sta pandemia ho ricevuto dal Governo per i primi tre mesi di lockdown 80% del mio salario (forlough) e 80% della dichiarazione dei redditi (sono anche libera professionista). Inoltre il Governo ha permesso un prestito ai piccoli imprenditori, del 25% della dichiarazione dei redditi da pagare tra un anno e con tasso di interesse bassissimo. E altre agevolazioni che non sto qui ad elencare.
Nei secondi tre mesi ho ricevuto il 70% sia del salario che dichiarazione dei redditi. Inoltre il mutuo ci era permesso di metterlo in vacanza fino a sei mesi. Questo mi ha permesso di affrontare le imposizioni del lockdown con tranquillita’, senza pero’ limitare le preoccupazioni per il futuro, considerato che lavoro in palestra, e le palestre sono state chiuse quasi tutto il tempo, e le depressioni alternate dovute alle restrizioni fisiche e sociali.
Chi non poteva usufruire di questi aiuti finanziari ha potuto ricevere il sussidio di disoccupazione che include anche il pagamento dell’affitto.
Nonostante tutto abbiamo varie parti dell’industria in crisi, in alcuni versi disastrosa, ristorazione, turismo, arte, intrattenimento in ginocchio.. La lista continua. In molti hanno chiuso e sono andati in bancarotta. Palazzoni di uffici nella City sono vuoti ormai da mesi.
Il Governo che comunque elimina servizi essenziali e impone o progetta nuovi modi di tassazione che stanno gia’ punendo le comunita’.
E rischiamo di nuovo la chiusura.
Per questa nuova ondata di restrizioni e possibile lockdown il Governo sta offrendo il 40% per il mio lavoro indipendente, per quello salariato ho i miei dubbi sul ricevere qualcosa per questioni di azienda. Il mutuo ricomincia il primo novembre, con un carico di lavoro che e’ praticamente la meta’ e che non so se dura considerato il rischio di chiusura totale.
E gia’ non dormo bene per le preoccupazioni finanziare.
In Italia il supporto finanziario che abbiamo ricevuto in Gran Bretagna, e’ utopia.
A Napoli c’e’ una buona parte della citta’ che lavora a nero, e non per scelta. Gia’ molti piccoli imprenditori hanno chiuso i battenti, in molti hanno perso il lavoro salariato gia’ sottopagato.
Il mondo dell’arte e artigiani non lavorano da marzo
In tanti sono ancora in attesa della cassa integrazione da marzo e in tanti non hanno ricevuto reddito di cittadinanza o non ne avevano nemmeno il diritto. Sussidio di disoccupazione per tanti e per i pagati a nero da dimenticare.
Ora spiegatemi come tutte queste famiglie e individui devono affrontare il presente e il futuro. Per mangiare bisogna fare la spesa, pagare le bollette, le tasse e anche l’affitto. Chi ha debiti con Equitalia e purtroppo sono in troppi a causa di un sistema malato, mica e’ stato esonerato?
Ora chi ha questi problemi e non dorme la notte, lo troviamo in tutte le fasce sociali.. tranne i ricchi, coloro che lavorano da casa e chi ha il lavoro salariato che hanno il culo apparato. Il resto stanno alla disperazione, e saranno pure ultras, famiglie del Pallonetto o checchessia, gente dei centri sociali e anche fasci.
In una visione molto vasta e complessa tutti e dico tutti stanno soffrendo.
Sono in costante contatto con tanta della mia gente e tutti hanno sopportato con le aggiunte difficolta’ finanziarie di una citta’ che gia’ e’ economicamente dura da vivere.
L’arte dell’arrangiarsi nel lockdown va fuori dalle finestre e dei balconi dai quali avete cantato.
Che vi piaccia o no la poverta’ e’ cresciuta ed e’ vera per tanti.
Quando si tratta di sopravvivenza e’ inevitabile la rivolta, e la rivolta non arriva con le palme della pace ma con tutte le brutte sfaccettature. Non c’e’ malcontento di popolo senza. Non ho visto negozi bruciati, non ho visto devastazione ma qualche cassonetto e purtroppo qualche auto ma in generale pochezza.
Ora smettiamola di validare la versione del sistema che vuole smorzare una rivolta che potrebbe allargarsi, che erano tutti camorristi – arma facile e discriminante per sminuire il malcontento Napoletano, malviventi – perche’ ci si ribella? e ultras – perche’ gli ultras non hanno famiglie da dar a mangiare?
A Napoli due notti fa c’erano tutti belli e brutti, le ‘infiltrazioni’ nelle manifestazioni di massa ci sono sempre state e se il Governo non offre supporto finanziario non mi sorprenderebbe se succede di nuovo .
E che succedesse, perche’ si devono prendere misure che tengono a tutelare tutti.
E non ho menzionato nemmeno la Sanita’ che ha lasciato morire tanti con altre patologie, la corruzione di chi ci Governa, i rivoluzionari delle mascherine, i premeditati miliardi che faranno con presunti vaccini e putess sta cca per ore a fa elenco.
Insomma a gent comm adda fa’?
Se ero a Napoli di sicuro ero per strada con gli altri. Perche’ tutti abbiamo diritto ad una vita decorosa anche in pandemia.
(A chi ha urlato vergogna significa che evidentenente tenete il piatto regolatmente sul tavolo e ‘na casa sicura.)
Ps: non parlatemi di covid e mascherine che e’ un altro discorso.

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