Un paese senza industrie non può esistere

Dignità e piena occupazione in ambiente sano

Taranto è ottantesima in Italia per la qualità della vita

di Rosa D’Amato

A Taranto ci sono grandi industrie, i livelli di inquinamento sono preoccupanti ed il tasso di malattie è più alto rispetto alla media italiana ma almeno esiste il lavoro? No! Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 56%. Avviare la riconversione significa: favorire lo sviluppo di piccole e medie imprese sostenibili; attivare un circuito virtuoso per un lavoro pulito e al sicuro; aumentare il numero di occupanti e la qualità dell’occupazione. La popolazione a Taranto diminuisce di 1000 abitanti ogni anno, 1550 nel 2017.

Taranto è ottantesima in Italia per la qualità della vita

Il vecchio mondo

Viviamo il tempo di crisi della seconda rivoluzione industriale, modello economico basato sull’energia fossile. A Taranto, prima che in qualunque altra area industriale in crisi, sono crollati i pilastri di questo pensiero.La crescita non è infinita. La prevalenza dell’industria sugli altri settori è archiviata. Il progresso che impone il sacrificio dell’ambiente e della salute alle attività economiche è un postulato finito alla sbarra. A Taranto, la seconda rivoluzione industriale ha sganciato il suo carico di false promesse. Le speranze che trasportava sono scadute.

Il ciclo fossile si va chiudendo lasciando sulle coste, nell’aria, nei mari e nella falda, il decadimento lento e subdolo di una vita altrove normale, accompagnata dalla disgregazione sociale – alimentata dalla crisi economica locale – in uno scenario nazionale che non garantisce alcun paracadute e uno scacchiere mondiale sempre meno rassicurante. Andare oltre è un dovere generazionale, politico, economico e sociale.

Il nuovo mondo

Taranto TRI.0 propone così un modello economico in grado di creare lavoro e benessere (nel rispetto dell’ambiente e della salute). L’obiettivo è duplice: fornire una nuova prospettiva di vita ai lavoratori di oggi che saranno espulsi dai processi produttivi che si vanno deteriorando e costruire orizzonti innovativi per i lavoratori del domani.

Questo nuovo modello, la Terza Rivoluzione Industriale ha la caratteristica di essere ad alta intensità occupazionale e a bassa intensità di capitali. Fonda sulle energie rinnovabili, che hanno costi marginali bassissimi (quasi zero una volta a regime) e introduce l’idea di una società più democratica, realmente aperta, a partecipazione attiva diffusa, che punti alla felicità dell’essere umano e non alla massimizzazione del profitto. Passa da uno spazio ampio e rinnovato per la piccola e media impresa locale, sottraendole all’egida sostanziale dei grandi gruppi multinazionali, attori stanche dell’economia fossile internazionale.

Lo sapevi che per l’area di Taranto sono stati già stanziati questi fondi?

CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) 1007 milioni di €

Patto per la Puglia 365 milioni di € per opere infrastrutturali

PRRI Taranto 30 milioni di €

POR FESR – FSE 2014/2020 – 12 milioni di €

Attuando i principi della terza rivoluzione industriale: nascono nova micro, piccole imprese sostenibili, l’ambiente di lavoro è protetto, la salute dei lavoratori è tutelata ed il numero dei posti di lavoro è maggiore.

E tutto questo si stà già verificando nella regione di Nord Pais de Calais in Francia

Per Taranto ed il suo futuro uno studio è già pronto, a disposizione di tutti, per discutere e iniziare a progettare il futuro della città che è adesso. Lo studio individua 9 percorsi economici e sociali che si incrociano nel progetto di riconversione.

L’Osservatorio per Taranto è lo strumento con cui realizzare questo percorso: coordinando le professionalità in campo, realizzando i progetti ed individuando le risorse. In questo modo sarà possibile realizzare ad esempio: Virtual Taras, Digital Mar.Ta e Taras School. Nel percorso culturale e turistico.

Decontamination Lab, Distretto Stampa 3 D e Hydrogen Park nei percorsi economico ed energetico.

Lo Studio TARANTO TRI.0 si pone l’obiettivo di essere il primo step che porti ad una reale riconversione economica del territorio tarantino, con la possibilità di essere un modello da seguire per i territori con

problemi analoghi. Non rimane una simulazione su carta. Il passo successivo, infatti, è stato quello della creazione di un Osservatorio che sia allo stesso tempo fulcro e volano per la realizzazione delle idee progettuali esistenti all’interno di questo Studio, nonchè fucina di ulteriori proposte da parte degli stakeholder che ne fanno parte, in linea con i principi della Terza Rivoluzione Industriale. Attualmente, fanno parte dell’Osservatorio ordini professionali della provincia di Taranto, enti che portano gli interessi di categorie tra le quali i commercianti, i mitilicoltori, gli artigiani, gli agricoltori, operatori del turismo ed infine europrogettisti e singoli imprenditori. L’Osservatorio, che si è dotato di una carta etica, si riunisce periodicamente in assemblee plenarie e in assemblee dei singoli gruppi di lavoro, i quali trattano e seguono un progetto specifico. Stanno procedendo in maniera spedita sia il progetto di alta formazione rappresentato dalla Taras School, che si ripropone di divulgare la cultura d’impresa e formare tecnici specializzati negli ambiti della TRI, che il progetto di sviluppo del distretto della stampa 3D; a questo si aggiunge il neo gruppo di lavoro relativo alla componente blue economy che si sta occupando della filiera della canapa soprattutto per l’utilizzo di sostanze naturali, in sostituzione della plastica e suo recupero, nella filiera della pesca e della mitilicoltura.

Taranto il futuro è adesso.

Studio Commissionato da Rosa D’Amato Europarlamentare

(per approfondire http://trizero.taranto.it/)

Pilastri della nuova economia

Tra le strategie di ripensamento del sistema produttivo nel suo complesso, un fattore fondamentale, non a caso, è rappresentato dalla green economy. Taranto potrebbe ospitare nei numerosissimi spazi lasciati liberi dall’ingombrante acciaieria, ma non solo, centri di eccellenza mondiali di sperimentazione e ricerca applicata nei settori di punta della Terza Rivoluzione Industriale, ad esempio nei seguenti settori:

1. ECONOMIA CIRCOLARE Incentivazione al riuso e promozione di nuovi modelli di consumo

2. SHARING ECONOMY Riciclo di filiera, food e tool sharing, banche del tempo

3. ENERGIA RINNOVABILE DISTRIBUITA Piani energetici basati su energia solare avanzata e fotovoltaico

4. TRASPORTI, SERVIZI, LOGISTICA Mobilità condivisa e a basso impatto

5. ECONOMIA DIGITALE Moneta alternativa, free software, “Open Source”

6. AGRICOLTURA ED ECONOMIA DEL MARE Rilancio dei settori attraverso un modello di sostenibilità

7. TURISMO E CULTURA Incrementare l’appeal territoriale sfruttandone il potenziale attrattivo

8. ISTRUZIONE E FORMAZIONE Nuovi modelli didattici di TRI

9. SALUTE Malattia Zero e pratiche di prevenzione distribuita sul territori

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