Terra dei fuochi: la lotta ai tempi della pandemia

Terra dei fuochi un atto criminale

Intervista a Antonella Cicale di Crescere Informandosi

Un atto criminale una tragedia dimenticata

ANTONELLA CICALE, medico di famiglia a Quarto in provincia di Napoli, in prima fila, quotidianamente, nella lotta contro i drammi provocati dalla Terra dei Fuochi.
In questo ultimo anno e mezzo circa, in molti hanno dimenticato questa zona dell’Italia in cui gli abitanti sono costretti ogni giorno a fare i conti con drammi spaventosi causati da forme d’inquinamento ambientale presenti sia nell’aria che nei terreni circostanti.
Sono tanti anni che va ormai avanti questa situazione che non appare ancora in via di risoluzione, soprattutto da quando tutta l’Italia è chiamata a fare i conti con una pandemia che ha lasciato sul campo moltissime vittime.
Come si riesce a fare il medico di famiglia nella zona della Terra dei Fuochi durante la pandemia? Geograficamente, qual è la zona della Terra dei Fuochi? Quale aiuto dalle istituzioni in questa terribile lotta? Le dotazioni e gli strumenti a disposizione sono adeguati in questa battaglia? Perché si è arrivati ad acquistare un bioscanner attraverso una raccolta fondi e non con finanziamenti pubblici? I terreni inquinati sono stati bonificati? Esiste qualcuno che commercializza i prodotti agroalimentari dei terreni inquinati? Ci si preoccupa ora del Covid-19, ma chi doveva tutelare la salute degli abitanti della zona della Terra dei Fuochi lo ha realmente fatto?
Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.

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