Sesto giorno di blocco ai cancelli DHL di Orio al Serio.

DHL per i profitti nega diritti e dignità ai suoi lavoratori

Camera del non lavoro Milano
Notte fredda ad Orio al Serio!
Il fuoco accesso e il buon vino scaldano a malapena, mentre il sole inizia a scaldare.
Le nostre bandiere rosse di ADLcobas lombardia, come boe nel mare grosso, segnano l’approdo al presidio permanente che resiste. Non si molla, non ci si piega e tantomeno ci si spezza.
Le lavoratrici e i lavoratori non intendono essere trasformati in moderni schiavi dalla DHL e dai Confederali, intenti a contrattare il peso delle nostre catene.
Il prezzo di questo peso equivale a 300€ di salario mensile, decurtato dal taglio orario e dalle spese di viaggio per raggiungere Brescia.
Una paga competitiva con quella percepita dai braccianti vittime di caporalato.
Nonostante il freddo e la stanchezza, continuiamo a trovare forza nella solidarietà e nell’affetto di tanti sconosciuti. Ma è soprattutto grazie alla complicità delle nostre famiglie, dei nostri figli e delle nostre figlie, che non hanno avuto nessuna esitazione a sostenere la nostra lotta, che troviamo il coraggio di proseguire.
Con tutti voi vogliamo continuare a percorrere la strada dei diritti e della dignità.
Per questo, vi invitiamo ad unirci a noi presso i cancelli dell’HUB.
Non mancano polenta e vino.
Intanto cresce la solidarietà
INCATENATI ALL’ALBERO DI NATALE DI PIAZZA DUOMO A MILANO.
Mentre prosegue il presidio fuori dai cancelli di DHL a Orio al Serio, alcuni lavoratori hanno raggiunto Piazza del Duomo a Milano e si sono incatenati come dei pacchi sotto uno degli Alberi di Natale più famosi di Italia.
La protesta è stata attuata proprio a Milano, durante la manifestazione regionale indetta da CGIL e UIL, per denunciare la loro complicità con i vertici aziendali di DHL Express.
Da giorni va avanti la protesta contro l’accordo siglato dalle segreterie provinciali e rigettato dalla maggioranza dei lavoratori e dalla stessa RSU confederale.
Un accordo che prevede la chiusura dell’HUB bergamasco e la delocalizzazione dei lavoratori a metà orario e metà salario, senza il supporto di un pullman aziendale per limitare spese ed emissioni di CO2.
La totale chiusura da parte di DHL di aprire un confronto con chi rappresenta la maggioranza dei lavoratori non ci sconforta, anzi ci spinge a denunciare con maggior vigore la natura arrogante di una multinazionale che punta ad aumentare i propri profitti calpestando i diritti e la dignità di chi lavora.
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