Il nuovo libro di Loreto Giovannone: “La faccia nascosta del risorgimento”

La feroce repressione, le deportazioni e i lager per i resistenti e i civili del meridione d'Italia

Libro Loreto Giovannone

Prefazione di Edoardo Vitale

Per grazia di Dio e volontà della nazione” il 25 agosto 1863, con la pubblicazione del Regolamento d’attuazione della legge Pica, il governo Minghetti I e il ministro dell’Interno Ubaldino Peruzzi confermarono Silvio Spaventa segretario generale del ministero Interni e iniziarono la deportazione di civili dalle province del meridione. Migliaia di persone nascoste e dimenticate, da oltre un secolo attendono un ritorno alla luce, attendono di riavere una identità ed un riconoscimento dal degrado della vita umana relegata al domicilio coatto. Migliaia di uomini negati dalla storia, nascosti e coperti da 150 anni, uomini che attendono il riscatto della dignità di esistiti. Migliaia le persone attendono dal purgatorio dove sono state gettate una forma simbolica di rivalsa per la barbarie subita.

Autore
Loreto Giovannone

 

Man mano che emergono i documenti dagli archivi è chiaro che il Risorgimento fu un’aggressione militare ideata, pianificata preparata dagli Anglo-Sabaudi (per fare un nome) sir. James Hudson influente e potente rappresentante in Italia della politica estera e degli interessi economici Inglesi. La oligarchia che ruotó intorno ai Sabaudi si costruì teorie economiche e sociali di personaggi italiani tenuti ben celati della liturgia del Risorgimento. Carlo De Cristoforis, Vincenzo Garelli, Gerolamo Boccardo solo 3 esempi dell’edonismo di conquista economica e militare (De Cristoforis, teorico della guerra, viveva a stretto contatto con gli inglesi fino ad insegnare in una loro scuola militare in Inghilterra). Il Risorgimento fu un vero cruento colpo di stato con invasione-occupazione militare e annessione, la guerra civile che scatenarono gli anglo-sabaudi a sud non fu una guerra tra due eserciti ma la guerra d’invasione e rappresaglia alle popolazioni civili del meridione che resistettero per circa 10 anni alle violenze, agli eccidi, alle trucidazioni, alle alle fucilazioni di massa, agli incendi appiccati dall’esercito per rappresaglia. Al peggio non c’é mai fine oggi possiamo dire che la ferocia nell’aggressione portó anche alla DEPORTAZIONE organizzata e pianificata, dal ministro dell’interno Ubaldino Peruzzi e Silvio Spaventa. Ai piroscafi della compagnia Rubattino il parlamento assegnò le linee per il servizio postale e il ministro dell’Interno assegnò il compito di traghettare le migliaia di civili destinati dal ministro dell’Interno Peruzzi e segretario Spaventa per le rotte del domicilio coatto. Negli atti del parlamento la Concessione alla compagnia Rubattino fu data prima per l’arcipelago Toscano e poi per la Sicilia. A partire dall’ottobre 1863 il piroscafo Elba fu il principale traghettatore di masse di civili con orari giornalieri e settimanali, arrivava e partiva da tutte le principali isole dell’arcipelago della Toscana con il suo carico di deportazione politica (uomini, donne, bambini, intere famiglie), vite umane di meridionali reagenti, ammassati e relegati in vere e propri luoghi di prigionia (carceri, lazzaretti, vecchie fortificazioni, conventi dismessi, stanzoni e case di privati prese in affitto con contratti regolarmente registrati alla Corte dei Conti. Migliaia di meridionali vennero sradicati dai paesi d’origine e ridotti ad una condizione di vita infame per le isole e la terraferma di tutta l’Italia. In molti finirono per essere schiavizzati nelle miniere della Sardegna, dell’isola d’Elba, della Maremma Toscana (Ribolla), nelle piccole miniere dell’entroterra ligure e del biellese (piccole miniere aurifere di sogliano Micca e dei dintorni). Dopo il 1870 il re Vittorio Emanuele e tutti i governi unitari propagandarono e usarono le pseudo teorie razziali di Cesare Lombroso discriminando sulla inferiorità della razza meridionale. I cadaveri dei resistenti furono esposti al lubidrio con le fotografie di militari, di bersaglieri (gli stessi che la propaganda di regime attuale celebra con propaganda rievocativa). I cadaveri di reagenti civili furono violati e usati strumentalmente alla propaganda, furono trasportati a Torino dove Cesare Lombroso li sezionó, li classificó secondo le teorie che furono finanziate dal re e dal parlamento 60 anni prima dei nazisti.
Motivi strettamente economici di accordi con l’Inghilterra furono la causa della guerra ai civili nel meridione, la propaganda alle masse fece strumentalizzazione dei principi risorgimentali che vagavano all’epoca e sotto una oscura coltre si è mantenuto segreta la realtà storica per 150 anni. La politica ha censurato la verità e usato la propaganda trionfalistica degli unitari deviando e condizionando le masse (per la prima volta nella storia moderna) verso la propaganda di sistema con politiche educative e didattiche nelle scuole e  propagande più popolari come il libro Cuore o Il piccolo mondo antico. Al cittadino italiano, spetta il giudizio sul comportamento delle istituzioni passate e le attuali da cui discendono e che in diverse forme governano da oltre 150 anni. Istituzioni che hanno oscurato e coperto consapevolmente sotto la coperta dell’oblio l’immenso baratro del vergognoso atto di forza della deportazione politica di civili.
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