Nessun perdente nell’economia divina

"La paura non ha mai arrestato l’essere e la sua azione"

La ricchezza è una benedizione? di Ugo Perugini
di Jack Edward Hubbell
Non passa giorno in cui non ci troviamo di fronte a titoli di testa come: “Depressione economica in aumento”, “Perse case e posti di lavoro”, “Prezzi di consumo alle stelle”, “Banche fallite” o “Istituzioni finanziarie in bancarotta”. Che cosa possiamo fare? O, piuttosto, c’è qualcosa che possiamo fare? Certamente. Possiamo cercare ispirazione nell’economista di maggior successo che il mondo abbia mai conosciuto: Gesù Cristo.
L’economia è spesso definita una “scienza triste”. Gli economisti prevedono costantemente perdite, scarsità, mancanze, discontinuità, fallimenti. Tuttavia, l’opinione che Gesù aveva del mondo non era affatto triste. Disse infatti: “Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno” (Luca 12:32). Egli non temette mai perdita o mancanza del bene, ma dimostrò inequivocabilmente che la paura che sembra portare con sé una recessione economica non ha posto nel regno di Dio, il bene. Egli comprese che siamo governati dalle leggi dell’economia divina.
Economia umana contro economia divina
Il modo migliore di definire l’economia divina è confrontarla con la cosiddetta economia materiale della domanda e dell’offerta con la quale interagiamo tutti ogni giorno. La parola offerta denota possesso. La parola domanda indica mancanza o il bisogno di acquisire. Ma Gesù sapeva che non esiste discontinuità del bene nell’onnipresenza di Dio. Gesù dimostro il grande equilibrio esistente tra domanda e offerta, e le sue opere dimostrarono che egli ne comprese le leggi. Rifiutando le cosiddette premesse dell’economia materiale, egli affermò le leggi spirituali che sostengono l’economia divina che ci guidano alla comprensione della sola vera economia: perfetta, intatta, diretta e protetta da Dio.
L’esempio più concreto di questo concetto fu la dimostrazione di abbondanza durante la quale il Maestro sfamò oltre cinquemila persone con solo pochi pani e pesci (vedi Matteo 14:14-21). Si pensa a questa vicenda come a un miracolo, ma lo fu davvero? Anni fa una macchina in grado di volare sarebbe stata considerata un miracolo, ma oggi vediamo il volo come la dimostrazione delle leggi dell’aerodinamica. Queste leggi sono sempre esistite, dovevano solo essere scoperte. Allo stesso modo, le leggi di Dio sono sempre esistite: dovevano solo essere rivelate all’umanità da Gesù. La sua comprensione dimostrò che il potere della legge divina è l’economia divina in azione che assicurò il necessario nonostante sembrasse impossibile accontentare le richieste.
La ricchezza è una benedizione?
di Ugo Perugini
È importante riconoscere che per soddisfare i nostri bisogni umani non occorre un miracolo, ma una dimostrazione della legge divina. Perché? Perché possiamo utilizzare qui ed ora le stesse leggi di abbondanza dimostrate da Gesù. Come avrebbe potuto Gesù, altrimenti, dichiarare: “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che fo io”? (Giov. 14:12). Sebbene i suoi occhi non vedessero fisicamente le provviste necessarie per nutrire migliaia di persone, Gesù sapeva che il bene era già presente. Paolo disse: “…Cristo t’inonderà di luce” (Efesini 5:14). Quindi, non appena accendiamo la luce del discernimento spirituale, vediamo il bene già presente.
Somma pari a zero contro offerta infinita
Quando dobbiamo affrontare costi elevati per gli studi universitari, per gli alimenti, per le spese quotidiane o per l’affitto, indipendentemente dall’entità della difficoltà finanziaria, possiamo essere grati perché le leggi divine dell’offerta sono valide oggi come lo erano duemila anni fa.
Gesù non accettò mai la teoria dell’economia che parte dal presupposto di risorse limitate per cui se una persona guadagna, un’altra deve perdere. In questo contesto, la circolazione di beni è insufficiente. Accetteremmo noi una quantità limitata di numeri per risolvere un problema matematico? In Scienza e Salute con Chiave delle Scritture leggiamo questa radicale affermazione: “L’Anima ha risorse infinite con le quali benedire il genere umano…” (pag. 60). Dobbiamo stare all’erta non solo per noi stessi, ma anche per il mondo, al fine di non accettare la teoria secondo cui se uno guadagna, l’altro perde, e di non limitare le nostre aspettative riguardo alla bontà di Dio che si manifesta in modo pratico. Gesù disse: “…nessuno vi torrà la vostra allegrezza” (Giov. 16:22). Non ci sono perdenti nell’economia divina!
I cicli economici sono un’altra area dell’economia sulla quale sembra che non abbiamo controllo. Ma Gesù non ne temeva mai le conseguenze, perché sapeva che non ci sono “cicli” per la legge divina; questa legge non conosce fluttuazioni né deviazioni nel controllo di tutti gli aspetti dell’economia divina, ieri, oggi e in eterno. Recentemente, il proprietario di un’impresa di pulizie che operava in diversi grandi palazzi con uffici si rivolse ad un practitioner della Scienza Cristiana perché aveva perso la maggior parte dei suoi clienti ed era stato costretto a licenziare diverse squadre di dipendenti. Temeva che la sua attività si stesse avviando verso il fallimento. Il practitioner e l’imprenditore pregarono insieme per raggiungere una migliore comprensione della base spirituale dell’attività economica. Compresero che lo scopo di un’impresa è quello di fornire un servizio di qualità nel soddisfare una necessità e, con questa corretta visione di imprenditorialità, la motivazione per essere in affari venne elevata al di sopra del mero desiderio di guadagnare denaro. Parlarono di come l’attività economica non sia centrata sul ricevere, ma sul dare, su ciò che si fa per servire, benedire ed esprimere le qualità di Dio nella nostra vita. Dio è la fonte del nostro reddito.
Con la piena consapevolezza della comprensione di questa verità, l’imprenditore telefonò al practitioner alcuni giorni dopo per riferire che c’era stato un aumento straordinario di affari. Non solo i dipendenti furono nuovamente assunti, ma ne vennero aggiunti di nuovi e furono acquistati nuovi furgoni. Oggi l’azienda prospera e l’imprenditore continua a vedere costantemente i suoi affari come l’attività di idee giuste.
Un altro aspetto della difficile situazione economica di questi tempi è la riduzione del credito e la minaccia di scarsità di capitale. La credenza che la nostra sicurezza sia basata sul denaro e sul possedimento di beni materiali deve essere sostituita dalla comprensione che il vero capitale è la sostanza dello Spirito, il bene. Questo capitale spirituale è sostenuto da Dio ed è distribuito continuamente a tutti noi in modo concreto. Di conseguenza possiamo pensare non solo in termini di finanziamento, ma anche di produzione, vendita, marketing basati sulla spiritualità.
Gesù disse: “Non sapevate ch’io dovea occuparmi degli affari del Padre mio?” (Luca 2:49, secondo la versione King James). Anche noi dobbiamo dedicarci agli affari della casa del nostro Padre. Il nostro compito principale è quello di rappresentare Dio esprimendo le Sue qualità. Nulla ci può privare di questo impiego. Lo stato dell’economia non può impedire a Dio di esprimersi o a noi di essere questa Sua espressione. Questo impiego, in quanto espressione di Dio, è ora e continuerà ad essere sempre ininterrotto, illimitato e sempre produttivo. Quando radichiamo fermamente la nostra sicurezza finanziaria in Dio non dipendiamo mai da un datore di lavoro o da un impiego in particolare. Affermando queste verità rifiutiamo il concetto di noi stessi come mortali affaticati dal lavoro, sempre in balìa degli andamenti economici, e ci riconosciamo invece come idee spirituali di Dio.
Ma come la dichiarazione della verità può tradursi nella fonte di reddito da cui dipendiamo? Possiamo realmente applicare la legge divina al nostro bisogno pratico di uno stipendio mensile? Certamente, perché la consapevolezza umana equivale all’esperienza umana: ciò che pensiamo si esprime nella nostra esperienza. Il termine “consapevolezza umana” viene usato per indicare una supposta mescolanza di idee divine e di falsi concetti. Nella parabola delle zizzanie (vedi Matteo 13:24-30) Gesù spiegò l’importanza di eliminare le zizzanie, ovvero i falsi concetti, lasciando per la raccolta solo il grano, ovvero le idee giuste. Mary Baker Eddy scrive in Scienza e Salute: “Mantenete il pensiero ben fermo su ciò che è permanente, buono e vero, e tutto questo si manifesterà nella vostra esperienza nella proporzione in cui occuperà i vostri pensieri” (pag. 261).
A mano a mano che riconosciamo consapevolmente che il grande amore di Dio provvede ad ogni bisogno umano, ne vediamo l’evidenza pratica nella vita quotidiana. Completamente impegnati ad esprimere Dio, troviamo che siamo sempre al posto giusto al momento giusto, a svolgere il lavoro giusto con la giusta ricompensa.
Abitazione materiale contro casa spirituale
Come far fronte poi alla paura per il mercato immobiliare quando la parola crisi viene usata così sovente per descriverlo? Questa è l’occasione per ricordare dove si trovi la nostra vera casa. L’apostolo Paolo afferma che Dio è la nostra vera dimora. “Difatti, in lui viviamo, ci moviamo e siamo” (Atti 17:28). A misura che comprendiamo cosa sia veramente la casa, ci appare chiaro che nessuno può esserne privato a causa di certe condizioni economiche. Gesù disse: “Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo” (Giov. 14:2). Che gioia realizzare che non possiamo essere separati dalla nostra vera casa più di quanto non possiamo essere separati da Dio!
Sia che stiamo cercando, vendendo, comprando o affittando una casa, possiamo riconoscere e rivendicare che già includiamo tutte le qualità divine che la costituiscono; qualità come amore, armonia, bellezza, ordine e pace. Tali qualità non sono materiali e perciò non possono andare perdute o essere soggette a condizioni di mercato. Possiamo sapere che alti tassi di interesse ed inflazione, condizioni di mercato favorevoli a coloro che comprano o a coloro che vendono non hanno alcun potere di oscurare o distruggere la giusta idea di casa nella nostra consapevolezza.
Scienza e Salute si riferisce all’uomo come: “l’idea composta di Dio, che include tutte le idee giuste…” (pag. 475). Dunque l’uomo include la verità, l’idea giusta che elimina un falso concetto. Ciò che appare come limitazione o mancanza è soltanto una menzogna riguardo ad un’idea giusta. Pertanto, la giusta idea di attività commerciale distrugge la menzogna, o falso concetto, di fallimento. La giusta idea di impiego distrugge il falso concetto di disoccupazione. La giusta idea di casa distrugge il falso concetto di perdita della casa.
Quando comprendiamo di possedere già tutte le idee giuste, abbiamo tutto ciò che ci occorre. Quando sentiamo notizie economiche negative possiamo mantenerci saldamente ancorati al fatto spirituale che non siamo pedine impotenti di un sistema economico, soggetti a situazioni che minacciano il nostro benessere. La nostra felicità è basata sull’economia divina, secondo la quale l’intero universo di Dio funziona in accordo con il Principio divino. In quanto espressione infinita della Vita divina non possiamo conoscere mancanza, privazione o impoverimento. L’abbondanza infinita e onnipresente di Dio provvede sempre a ciò che occorre all’uomo.
In quanto Scientisti cristiani non ignoriamo mai la minaccia rappresentata dalle avversità economiche, ma piuttosto sostituiamo fiduciosamente ogni paura di un’economia instabile con la comprensione che la legge di Dio governa tutto. “La paura non ha mai arrestato l’essere e la sua azione” (Scienza e Salute, pag. 151). La paura non ha il potere di fermare ciò che Dio ci dà e, nella misura in cui comprendiamo questo fatto, vediamo il bene manifestato nella nostra situazione finanziaria e questo ci permette di vivere con gioia sotto le leggi dell’economia divina.
Comprendendo questa verità, per noi stessi e per tutti, possiamo diventare gli economisti più illuminati del pianeta.
Jack Hubbell è practitioner e insegnante della Scienza Cristiana e vive a Los Altos Hills, California, USA.
Print Friendly, PDF & Email

Abbonati alla rivista

Sovranità Popolare è un mensile, 32 pagine di articoli, foto, ricerche, analisi e idee. Puoi riceverlo comodamente a casa o dove preferisci. E' semplice, iscriviti qui.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*