Cultura classica? Kaputt. E’ roba del “maschio bianco morto”

IDA MAGLI: «L’ignoranza delle Scienze fondamentali serve allo svuotamento della capacità critica dei cittadini» (Difendere l’Italia)

IDA MAGLI, la grande antropologa scomparsa nel 2016, scriveva che l’Unione europea vuole distruggere le identità nazionali, partendo proprio dalle nazioni che sono state la culla della civiltà occidentale: la Grecia e l’Italia. Spiegava che il relativismo culturale considera la nostra straordinaria civiltà (forse) pari alle altre, per alcuni aspetti persino inferiore, riducendola a folklore da studiare come un reperto del passato. Scriveva: «l’imposizione del “politicamente corretto”, l’obbligo del non-giudizio, ha annientato la fiducia degli uomini in se stessi, nel proprio sistema logico, nella propria storia, nella propria tradizione», con l’intento appunto di distruggerle.

Vi proponiamo un confronto fra le idee di IDA MAGLI a proposito di scuola, educazione e cultura occidentale e – perdonateci l’accostamento del tutto immeritato – le idee dell’americana Donna Zuckerberg (sorella del più famoso Mark di Facebook), quella che vorrebbe «scrostare dalla storia occidentale le grandi figure degli eroi maschili», che definisce “maschi bianchi morti”.            

Nel 2017 la Zuckerberg ha infatti pubblicato un libro dal titolo “Not All Dead White Men: Classics and Misogyny in the Digital era” cioè “Non solo Maschi Bianchi Morti: Classici e Misoginia nell’era digitale”, nel quale sostiene che la storia e la letteratura antiche e la nostra comprensione dei classici vanno radicalmente riviste e ripensate, perché sono state prodotte dagli uomini bianchi misogini, che non tollerano l’emancipazione delle donne.

Dopo aver cambiato il significato delle parole, la neo-lingua orwelliana ‘politicamente corretta’ (creata negli Stati Uniti) vorrebbe infatti cambiare anche la storia, riscrivendola. A riprova che gli americani ben poco sanno  e capiscono della cultura antica e della cultura occidentale in generale. La loro ignoranza in materia – con le dovute eccezioni – è proverbiale. Ed è bene diffidare di certe ‘pensate’ americane: più sembrano assurde e  più è probabile che attecchiscano anche in Italia: ‘intellettuali organici’ e ‘utili idioti’ che si prestino alla bisogna anche da noi non mancano.

Il vero oggetto della contesa sono le CIVILTA’ fondanti del mondo Occidentale (Greca – Romana – Italiana), che al pari delle IDENTITA’ nazionali devono essere distrutte e cancellate per portare a compimento il grande progetto mondialista d’ingegneria sociale: creare uomini ‘a taglia unica’, tutti ‘uguali’, senza identità né passato, manipolabili a piacimento grazie a Facebook e Internet, che sono i nuovi “Panem et circenses” per il popolo bue: gossip, sesso & fake news per tutti (e pure gratis).

IDA MAGLI giustamente si chiedeva: «tutti uguali… ma uguali a chi?».

I mondialisti e burocrati europei hanno iniziato con l’annientamento economico provocato dall’euro, e con quello demografico causato dalla denatalità e dall’immigrazione selvaggia. Poi si è passati alla demolizione dei valori etici e morali: la Chiesa ridicolizzata e ridotta a onlus, il messaggio di Cristo ignorato. Nella Costituzione europea si erano volutamente omesse le radici ‘giudaico-cristiane‘, che secondo IDA MAGLI sono soltanto cristiane:

«Pur di ottenere la “pace” – diceva – davanti all’invasione immigratoria, davanti alle differenze di costumi, di religioni, di culture, si è proclamato che tutto è uguale, vero e giusto. E’ questo in realtà il motivo per il quale non è stato inserito il richiamo alle radici cristiane: non si voleva porre alla base della perfettissima Ue una “differenza”, un “primato”».

A proposito delle identità nazionali, nel suo libro “DIFENDERE L’ITALIA”,  IDA MAGLI scriveva:

«L’identità fa parte della ‘CULTURA’ di un popolo, e della ‘personalità di base’ di ogni individuo che appartiene a quella cultura. Identità e cultura sono un patrimonio che un individuo possiede geneticamente allo stato potenziale, alla nascita. La lingua è anch’essa frutto di una lunga costruzione culturale e ne riflette i significati. L’IDENTITA’ non è data e non può essere stabilita da uno Stato. Non è lo Stato che crea un Popolo ma un Popolo che crea lo Stato. L’identità non si ‘acquisisce’: nessun potere la può vendere, ‘regalare’ né imporre.».

L’attacco ai Classici di Donna Zuckerberg inizia invece nel 2016: «Online fiorisce un ceppo virulento di antifemminismo – scrive – che tratta l’emancipazione delle donne come una minaccia mortale per gli uomini e per l’integrità della civiltà occidentale. I suoi sostenitori citano testi greci e latini per supportare le loro affermazioni, sostenendo che articolano un modello di mascolinità che è andato avanti per generazioni, ma ora è sotto assedio».

Coloro che apprezzano i Classici, quindi, vorrebbero cancellare le ‘conquiste’ del femminismo e vanno marchiati a fuoco secondo i sacri parametri del pensiero unico: «Sono [uomini bianchi] antisemiti, omofobi, transfobici, islamofobi. Alcuni si auto-definiscono neo-nazisti… Lo studio dei Classici è lo studio dell’uomo bianco elitario… [I testi  classici] sono per questi uomini la prova della superiorità intellettuale e culturale della mascolinità bianca. Credono che i classici siano parte integrante dell’educazione. Sono assolutamente convinti che l’antichità classica sia rilevante per il mondo in cui viviamo oggi…».

E allora allarme rosso! « I classici sono tornati alla grande! I Classici, supportati dai peggiori uomini su Internet, potrebbero vivere una rinascita, ed essere spinti a una posizione di massimo prestigio all’interno delle discipline umanistiche durante l’amministrazione Trump, come avvenne nella Germania nazista negli anni ’30».

L’accostamento del puzzone Trump a Hitler non poteva mancare. E naturalmente è tutta colpa sua se “lo spettro dell’ultra-destra sta pervadendo Internet. Le forze della supremazia bianca e della mascolinità tossica – alimentate da un senso di diritto sminuito solo dalla loro inflazionata stima della propria intelligenza – sono entrate in un’empia alleanza per rimuovere il femminismo, la correttezza politica e il multiculturalismo dall’America», sentenzia ancora la Zuckerberg.

Considerare i Classici alla stregua del “Mein Kampf” è un pretesto per censurarli, cancellando la cultura e la civiltà occidentale. E infatti la Zuckerberg chiede: «Avete mai sostenuto che dovremmo studiare i Classici perché “quelli che non studiano la storia sono condannati a ripeterla”? O che la Grecia e Roma sono importanti da studiare perché sono alla base della civiltà e della cultura occidentali?»

Avete fatto male! Ravvedetevi finché siete in tempo! La letteratura classica non deve più essere una guida morale, perché è stata scritta dall’uomo bianco (orrore!), e ormai  i tempi sono cambiati.

IDA MAGLI – che dedicò tutta vita allo studio e aveva ben altra cultura e potenza intellettuale, unite a un’intelligenza penetrante che le consentiva di vedere oltre l’apparenza delle cose – ovviamente la pensava in tutt’altro modo. Nel suo libro “DIFENDERE L’ITALIA” metteva in guardia contro la cancellazione delle discipline umanistiche dalle nostre scuole come mezzo per ‘formare’ cittadini-sudditi ignoranti, incapaci di pensiero critico:

“Storia, Geografia, Filosofia, Italiano, Greco e Latino, Letteratura greca e latina erano il vanto dei Licei italiani. Sono diventate sempre più povere, praticamente eliminate o ridotte a miseri brandelli… Cancellano la Geografia perché ‘non serve’. L’ignoranza delle Scienze fondamentali serve allo svuotamento della capacità critica dei cittadini.

Il ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica viene accorpato a quello della Pubblica Istruzione, equiparando la scuola che insegna alla struttura che fa ricerca: segno di rinuncia al pensiero e quindi della morte della Scienza.

La Storia sembra diventata un residuo di altri tempi, impotente a dare agli uomini quella consapevolezza di sé che è una delle conquiste fondamentali della civiltà europea”.

Conquiste fondamentali? Neanche per sogno! Secondo la Zuckerberg «il nostro campo di studi è ancora schiavo del modello di Storia dei Grandi Uomini. Anche se Aristotele, Seneca, Marco Aurelio, Tommaso d’Aquino o Henry David Thoreau avevano una preziosa saggezza… le informazioni derivate dal loro lavoro oggi devono essere completamente scartate poiché erano uomini bianchi… Questo preclude la maggior parte della guida morale che possiamo usare per determinare il bene e il male».

Ecco alcune perle del Zuckerberg-pensiero:

1 – Sarebbe bene censurare il mito greco di Fedra, perché potrebbe far sorgere qualche dubbio sul #MeToo e certe accuse di stupro postume di vent’anni: «Questa storia – Fedra è una regina ateniese che si innamora del suo figliastro e, quando lui la respinge, dice a suo marito che l’ha violentata – viene letta da alcune persone come un avvertimento sulle false accuse di stupro, e da altri come un avvertimento sulle conseguenze del patriarcato».

2 – Nemmeno la Letteratura latina si salva: i Classici come Ovidio vanno letti con cautela perché sono misogini, patriarcali e addirittura legittimerebbero lo stupro poiché lo descrivono (!!!). Pertanto è opportuno «premettere avvertimenti sui contenuti per via delle descrizioni di stupro», perché «le persone vogliono essere preparate. Vogliono sapere con cosa hanno a che fare».

Già, su internet impazzano i siti porno con le peggiori perversioni, le decapitazioni islamiche e le torture, ma bisogna vigilare perché la lettura delle Metamorfosi di Ovidio potrebbe urtare la sensibilità di qualche lettore poco avveduto…

Vogliamo parlare seriamente del mondo Romano e di quanto sotto certi aspetti fosse più avanzato e moderno del nostro, per le ‘pari opportunità’ e i diritti civili? Lo Stato romano dava a chiunque la possibilità di far carriera e salire la scala sociale, anche agli schiavi liberati, senza alcuna discriminazione di razza, religione, colore della pelle o nazionalità. Ma ad una sola condizione: che rispettassero le leggi e mantenessero la parola data. La cittadinanza romana era un onore prestigioso, e veniva concessa con parsimonia.

 IDA MAGLI da antropologa spiegava che «nella Roma antica non esisteva nessuna separazione dello spazio per le donne, che partecipavano alla vita sociale insieme agli uomini: banchetti, giochi, dibattiti, decisioni pubbliche, e consultazioni politiche. Con la caduta dell’Impero romano comincia la separazione degli spazi e la esclusione delle donne dalla vita politica e sociale anche in occidente, con l’obbligo di star chiuse in casa e di coprirsi la testa ». (Difendere l’Italia).   

Sempre IDA MAGLI spiegava che «sono stati i Romani a costruire l’Europa, con la lingua, l’amministrazione, il diritto, le strade, le città, da Milano a Parigi, da Londra a York a Strasburgo a Francoforte; tanto che oltre al latino la Chiesa utilizza ancora perfino la circoscrizione territoriale delle “diocesi” di Diocleziano». Ma è meglio non parlarne, perché l’Europa romana era prospera e funzionava, a differenza di quella attuale.

Donna Zuckerberg, invece, sembra non sapere cosa fosse veramente la Civiltà classica – o forse lo sa fin troppo bene, e per questo vuole svuotarla di ogni significato: sarebbe un pessimo esempio per chi si oppone al pensiero unico. «Quando senti qualcuno affermare che è interessato ai Classici per il “miracolo greco” o perché il Classico è “il fondamento della civiltà e della cultura occidentale”… discuti sulla sua presunta definizione di “fondazione”, “occidentale”, “civiltà” e “cultura”. Fa notare che tali idee sono una china scivolosa verso la supremazia bianca».

 Ergo, chi apprezza i Classici rischia di diventare fascista/razzista/nazista: vasta scelta a disposizione.

Prosegue la Zuckerberg: «Non importa quanto i Classici fossero una volta bianchi e maschilisti, noi non lo siamo più. Nonostante i numerosi ostacoli che rimangono, grazie alla nostra crescente attenzione per razza, classe e genere (gender) nel mondo antico, il nostro campo è ora più vario che mai, e questo è qualcosa di cui essere orgogliosi».

Bisogna «capire il mondo antico con un approccio diverso da quello solito e superficiale», e soprattutto «scrostare dalla Storia occidentale le grandi figure degli Eroi maschili», e «rimuovere lo studio dei “Maschi Bianchi Morti” dal centro della storia occidentale e dai curricula letterari».        

«Ci vuole un nuovo curriculum ultrasensibile: formazione alla diversità, scrittura di diari, sensibilità di genere (gender!) e sensibilità razziale, multiculturalismo, etica situazionale, crescita personale e auto-indulgenza, e la politica dell’impegno – tutte cose che sono andate direttamente in contrasto con la saggezza greca». Vuoi mettere la saggezza contenuta in un diario-blog stile “Grande Fratello”, opera di qualche ‘influencer’?

Socrate, Platone e Aristotele, con Catone e Cicerone e tutti i maestri della dialettica antica si rivolteranno nella tomba. Mai avrebbero pensato che si potesse giungere a tali vette di ottusa idiozia, condita dal masochismo autodistruttivo tipico del ‘pensiero unico’ occidentale.

Ma non c’è bisogno di scomodare i Maestri del pensiero, basta Tafazzi: tanto astio autolesionista contro “la supremazia bianca e la mascolinità tossica“ sarebbe (forse) comprensibile se la Zuckerberg fosse una povera donna di colore, analfabeta, discriminata, violentata, perseguitata e trattata come schiava da marito o padre-padrone.

Invece la signora è una ‘Donna Bianca’ (Viva), esponente della sinistra ‘liberal’ ebraica americana, e in particolare del movimento pseudo ‘femminista’ del #MeToo, che vede molestie sessuali anche in una stretta di mano o in un complimento galante e vorrebbe eliminare gli uomini (bianchi). Donne castranti, totalmente prive di femminilità, che hanno le stesse brame di potere degli uomini, e in sostanza li odiano.

Come spiega MAURIZIO BLONDET nel suo articolo “La Prossima rivoluzione: il genocidio dei bianchi come fine”, negli USA ci sono «donne che addirittura difendono l’aborto come un omicidio necessario per liberare la donna dal ‘lavoro gestazionale’ che i maschi le hanno imposto». (I maschi bianchi hanno imposto la gestazione – si badi bene – non la Natura!!)

In prima fila vi sono «i privilegiati ebrei americani di sinistra, che stanno rivendicando il diritto di uccidere, di essere razzisti fino al genocidio della “razza che opprime” con la sua stessa esistenza, facendo fare alle donne ‘il lavoro gestazionale’, imponendo valori bianchi ecc.».

Donna Zuckerberg è quindi in buona compagnia: «famosi e ricchi giornalisti e attivisti di colore affermano gelidamente la necessità di uccidere gli uomini bianchi ed eterosessuali (straight in inglese)». Nessuno però li censura come razzisti o incitatori all’odio, anzi, sono i benvenuti! Mentre i Classici – assai più pericolosi – vanno censurati perché razzisti, suprematisti e misogini. Quando si dice il relativismo…

IDA MAGLI, che pure fu un’alfiera del femminismo, rimase molto delusa dalle femministe: « Anche adesso che hanno il potere, le donne sono passive come le casalinghe: non dicono una parola contro le sanzioni impartite dall’alto». E ancora: «La convinzione delle donne di essere ‘migliori’ dei maschi le porta a comportamenti sessuali aggressivi e senza remore, sia fisicamente che intellettualmente. I mezzi di comunicazione cercano novità ‘a effetto donna’, caricandole nella direzione del sesso e della violenza… Le donne sono sempre protagoniste assolute, con esibizioni sessuali, con la violenza dello sguardo e la pistola in pugno: così viene cancellata la ‘donna ideale’ di Petrarca». (Difendere l’Italia).

Nella sua rivista Eidolon – «diario online per la letteratura accademica sui Classici che però non è un periodico accademico formale» (che peccato, ce ne faremo una ragione…) – Zuckerberg raccomanda quindi di agire: «Questa è una chiamata alle armi! È tempo che gli studiosi del Classico non diano più foraggio per le ridicole teorie secondo le quali gli uomini bianchi sono moralmente e intellettualmente superiori a tutte le altre razze e generi. Non devono più supportare una visione miope della “civiltà occidentale”, una versione dell’antichità superficiale, malamente contestualizzata e priva di sfumature».

Come contraltare, ecco le amare considerazioni di IDA MAGLI sugli effetti di questo tipo di ‘insegnamento’ orwelliano:

«Gli studenti debbono studiare in modo da non imparare nulla, non devono imparare a “pensare”, a cosa serva “pensare”, a cosa serva “conoscere”; e non debbono imparare nulla di sé, della propria vita, ambiente, gruppo, storia e istituzioni. Sembra evidente che tutto questo sia stato programmato in vista dell’ideologia di chi comanda in Europa: l’omogeneizzazione mondiale, la formazione di persone tutte uguali, cittadini del mondo”.

Ricordiamo le parole di Dante: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza». Ricordiamo l’Odissea, paradigma dell’etica dell’Uomo occidentale che sfida gli dèi, pensa con la sua testa, non si sottomette al potere o al destino cieco, cerca giustizia. Ricordiamo che lo studio della sintassi del  Greco e del Latino insegnava a ragionare. E’ proprio questo che NON vogliono i ‘nuovi barbari’ come la Zuckerberg. Ecco, questa è la nostra ‘chiamata alle armi’ per difendere la nostra cultura e la nostra civiltà proprio dai barbari ignoranti e razzisti come loro.

Concludiamo con le parole di MAURIZIO BLONDET a proposito di intellettuali organici e utili idioti italiani: «Guglielmo Zucconi, il noto defunto di Repubblica, poco prima di defungere, imbevuto della “cultura americana” in cui abitava, ha esultato: “Sono contento di vedere l’assalto alla cittadella  bianca –  è giunta l’ora in cui l’uomo bianco sarà sconfitto – entro  dieci anni diverrà minoranza”.  Ed ecco Ezio Mauro a predicare che “l’uomo bianco è la regressione dalla nostra unità primitiva”. Sono due esempi di quella fauna che  abbiamo ben conosciuto  ai tempi dell’Urss e di Mao: gli “Intellettuali  organici” o aspiranti ad esserlo (stipendi e  fama tv garantiti) che si riorganizzano, che hanno ritrovato una causa più esaltante  di  quelle cui erano pateticamente ridotti:  la difesa di Mario Monti e di Georges Soros, delle “ragioni” del capitalismo terminale  e delle “regole UE”, alla Bersani e Zingaretti.  Il sangue, finalmente! Di nuovo!».

Ne vedremo delle belle.

Links ai testi originali inglesi di Donna Zuckerberg

http://www.unz.com/isteve/donna-zuckerberg-the-alt-right-menace-from-ancient-greece-and-rome/
http://time.com/5418742/not-all-dead-white-men/
http://www.thehistoryofancientgreece.com/2018/10/special-guest-episode-on-classics-and_7.html

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