Basta denunce a sensazione sull’euro e ue

Ieri una illuminata discussione con una mia amica attrice, che si occupa da anni di spettacoli, films, e satira, (non ho il consenso per dire il suo nome) ho maturato che questo tipo di comunicazione, oramai la fanno tutti e non fa più presa sul cittadino. Basta infatti aprire un qualsiasi canale, con un programma di opinionisti, pseudo giornalisti, e finti economisti da lavagna, per sentirsi dire le stesse cose con toni diversi, ma con contenuto uguale.

Fazioni e asserviti a un partito o a una lobby. Questa pluralità di parole spese nell’arena della comunicazione, fa si che il fruitore primo, l’ascoltatore affetto da analfabetismo funzionale, abbia un falso messaggio e disorientato, si confonda e si indirizza verso posizioni, di indifferenza o di tifo, senza comprenderne intimamente la complessità della problematica e la percezione che si sia nel bel mezzo di una guerra mondiale, mai dichiarata.

Raccolgo l’invito della mia amica, che di comunicazione, anche satirica, ne ha fatto il fil rouge della sua vita pubblica e credetemi anche privata.

Una delle belle menti italiane che mi ha posto la visione da altra angolatura, nel merito di una problematica che non potevo non raccogliere.

Grazie e amici che mi seguite, non cadiamo più nella trappola del qualunquismo, del meno peggio.

Abbiamo dei diritti, le concessioni sono del diritto albertino, e dobbiamo impadronircene.

Siamo soggetti di diritto e parte di un Fiero POPOLO, che abbisogna semplicemente di capire, capire che ci stanno fregando e impoverendo.

Non si deve essere partigiani bensì cittadini che esercitano i propri diritti.

I privilegi veri o presunti, sono una piccola parte del gioco dei ruoli in uno STATO SOVRANO, ci sono invero l diritto universale delie genti, dei lavoratori, e della classe operaia che, deve e non può andare in Paradiso. Sia chiaro, una sbandata ci sta, perseverare sarebbe diabolico, stringiamoci a coorte siam pronti alla morte l’Italia chiamò|

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