Piano di Chiarezza Scientifica II

Il punto sulla situazione, dati e prospettive della “seconda ondata”

All’inizio di questo difficile ma straordinariamente importante anno 2020, come ebbi modo di raccontare in un precedente intervento, Giulietto Chiesa, con la capacità intuitiva e di giudizio che lo contraddistinguevano, decise di raccogliere intorno a sé un gruppo di personalità indipendenti che si stavano rendendo conto con crescente chiarezza che qualcosa di molto grave stava per avvenire nel nostro mondo, dove la globalizzazione iniziava a mostrare il suo vero volto.

Si trattava dell’avvento – nelle sue parole – di una “transizione globale di sistema”.

I fatti gli hanno dato presto ragione e quella transizione, che molti di noi si aspettavano da un crash finanziario globale o da una guerra mondiale, è stata invece innescata da una pandemia globale.

Nasceva allora il Centro di Gravità, che si proponeva di affrontare con serietà ed impegno questa transizione globale.

Pertanto, quando è iniziata l’epidemia del Covid-19 – e con essa la martellante diffusione di dati incompleti, male interpretati, spesso contraddittori ma sempre mirati a terrorizzare ed a paralizzare la popolazione – si è deciso di intervenire con un documento che facesse chiarezza nel tourbillon di dati, statistiche contraddittorie, comparsate televisive di sedicenti “esperti”, interpretazioni contrastanti e continue giravolte sulla validità dei presidi sanitari, idrossiclorochina sì, idrossiclorochina no, plasma iperimmune sì, plasma iperimmune no, ventilazione artificiale sì, ventilazione artificiale no e via dicendo.

In particolare l’abbandono cui è stata condannata la classe medica, lasciata senza linee-guidasenza sufficienti reparti di terapia intensivasenza DPI, con informazioni contrastanti, con il divieto di curare secondo “scienza e coscienza”, con il divieto di fare autopsie, e addirittura di parlare pubblicamente se non per incensare il governo, ha fatto sì che molti medici e ricercatori si rendessero conto che qualcosa non andava nella narrazione ufficiale.

Oggi sappiamo, infatti, che molti sono stati in questi mesi quelli che hanno rischiato personalmente salute e professione per salvare vite, cercando di far funzionare quella medicina del territorio che ha portato molti medici a salvare tutti i propri pazienti.

Ed è a loro che era specialmente rivolto il Piano di Chiarezza Scientifica che pubblicammo a maggio, cui aderirono ben presto oltre 1.000 professionisti tra associazioni e singoli medici e ricercatori.

Ci proponemmo allora di seguire costantemente l’evoluzione della situazione con dei regolari aggiornamenti, grazie ad un gruppo di esperti indipendenti; per questo motivo pubblicammo successivamente, a luglio, un aggiornamento che intendeva analizzare quanto era nel frattempo cambiato sul campo.

Come, infatti, ormai ben sappiamo per esperienza, la situazione dell’epidemia – e delle relative azioni e reazioni a tutti i livelli – è in costante evoluzione e richiede un monitoraggio continuo.

Per questo motivo pubblichiamo oggi un secondo Piano di Chiarezza Scientifica, che entra molto più nel dettaglio della malattia e di quelle terapie che, nel frattempo, si sono dimostrate valide, senza però trascurare altre questioni di importanza sostanziale come la prevenzione, i test, il vaccino, la scuola, le responsabilità governative, la funzione dell’informazione.
Si tratta di un vero e proprio Vademecum per orientarsi nel labirinto della situazione attuale.

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