Le bugie, le false notizie e gli omissis dai leader ucraini

La guerra dell’Ucraina e dell’occidente contro la Russia va male

Le bugie di Zelensky

di Maurizio Torti

Il conflitto è al suo 107° giorno, sul campo il confronto militare è il Donbass. Sul fronte diplomatico e sulle alleanze, di entrambi i belligeranti è un continuo cambiamento di assetti, evidenziato da segnali sempre più chiari, rispetto a i veri interessi di ogni Stato alleato, come il caso della Polonia. Mentre l’impegno di alcuni paesi per l’invio di aiuti umanitari all’Ucraina è costante, l’alleanza impegnata per l’invio delle armi all’Ucraina mostra sempre più problemi e le critiche giungono da più parti.

La Gran Bretagna, ufficialmente non ha cambiato il suo atteggiamento sintetizzato nelle parole del suo leader: “bisogna armare l’Ucraina per attaccare i russi ed arrivare non ad un armistizio ma a un negoziato sulla pace, possibilmente alla pari”. In sostanza anche gli Usa hanno sempre sostenuto questa tesi anche se fondata su altri tipi di interessi di Stato ma i dubbi della Casa Bianca non sono più un segreto. Gli Stati Uniti ammettono di non avere un quadro chiaro della strategia di guerra dell’Ucraina e le critiche sono dirette a Zelensky, sempre preciso ed abile nei suoi video messaggi e nonostante tutte queste notizie al pubblico, le agenzie di intelligence americane dichiarano di avere meno informazioni di quanto vorrebbero sulle operazioni e le strategie militari dell’Ucraina. I governi nascondono sempre le informazioni al pubblico per motivi di sicurezza operativa. Ma questa mancanza di dettagli, genera un cattivo effetto nel governo degli Stati Uniti e crea non pochi problemi all’amministrazione Biden nel momento in cui deve definire come e cosa indirizzare come aiuti militari. In questo momento del conflitto, queste critiche sembrano non avere molto senso, come è possibile che un alleato ucraino come lo sono gli USA, impegnati ad inviare milioni di dollari in armamenti non è sufficientemente informato?

Dalla stampa americana e da alcuni membri del partito democratico americano, il coro è unanime: ” come sta andando in Ucraina?” Lo ha dichiarato Beth Sanner, un ex funzionario dell’intelligence. Continua, “c’è qualcuno, una persona che può dire con sicurezza quanti soldati e quanti mezzi e equipaggiamento ha perso l’Ucraina?”

L’amministrazione Biden è pronta ad inviare i nuovi sistemi di artiglieria missilistica ma anche su questa ennesima decisione le preoccupazioni non mancano, più osservatori denunciano oltre all’incertezza sulla consegna degli armamenti, l’incapacità dei militari ucraini per l’utilizzo degli armamenti occidentali, inclusi quegli degli USA, costruiti con tecnologie molto sofisticate. È necessaria quindi molta formazione, esigenza già avviata ma sul campo poi cambia tutto, dato che in più di una occasione gli stessi militari ucraini formati, sono poi trasferiti. L’invio degli armamenti nuovi e più potenti da un lato ha ottenuto il via ma i dubbi sono tanti.

Anche dall’Europa, alcune agenzie affermano ed aggiungono altro al contesto di questo conflitto, sarà difficile se non impossibile per l’Ucraina rivendicare la terra che la Russia controlla militarmente oggi. L’indebolimento militare dell’Ucraina e le domande sullo stato delle forze militari e sulla strategia nel Donbass delineano un quadro molto pessimistico. Avril D. Haines, il direttore dell’intelligence nazionale, ha testimoniato in un’audizione al Senato: “è molto difficile definire quanti aiuti aggiuntivi l’Ucraina potesse assorbire”

Una domanda chiave è: quali strategie militari e politiche Zelensky intende prendere nel Donbas? L’Ucraina deve affrontare una scelta strategica e lo deve fare presto: ritirare le sue forze o rischiare di vederle accerchiate dalla Russia.

Nei giorni scorsi l’Ucraina ha fornito qualche informazione. Domenica, il presidente Zelensky ha visitato le linee del fronte e ha definito i combattimenti a Severodonetsk, “estremamente difficili. Ha ammesso perdite fino a 200 soldati ucraini al giorno e ha descritto come la Russia abbia preso più del 20% del paese. Zelensky si prepara a un video messaggio verso i cittadini ucraini, sulle scelte strategiche da fare nel Donbass e affermare che la guerra va male. Anche in questi giorni, il presidente Zelensky continua a nascondere le difficoltà dell’esercito ucraino.

Queste riflessioni fanno eco nei governi di tutti gli alleati dell’Ucraina ma c’è ancora poco coraggio e quindi manca ancora quella pressione al fine di convincere il governo ucraino di “ritirare tutte le difese che potrebbero rimanere intrappolate” come ha affermato, Stephen Biddle, professore di affari internazionali alla Columbia University ma l’elenco di politici ed esperti analisti convinti che questa sia l’unica soluzione si allunga ogni giorno. Continua, “se ci sarà un ritiro deliberato, Zelensky dovrà spiegare che in qualche modo ciò non ha un effetto negativo sull’esercito ucraino. Dovrà raccontare una storia ai suoi cittadini se deciderà di ritirare quelle truppe e spiegare le perdite che potrebbero subire se rimanessero. Zelensky non può sottrarsi a questa logica, anzi, ora è una scelta logica per farlo.

Nonostante l’enorme aiuto offerto dagli Stati Uniti e dai numerosi alleati, le armi, gli aggiornamenti di intelligence regolari, e in tempo reale, sulla posizione delle forze russe, la guerra dell’Ucraina e dell’occidente contro la Russia va male.

Le critiche e le osservazioni degli Usa sono razionali, vogliono sapere quale strategia ha l’Ucraina verso il Donbass ma alle analisi degli esperti analisti, è sfuggito un particolare importante, quello della comunicazione dell’Ucraina verso gli alleati e gli altri paesi. La formula è quella del marketing, sostenuto da false informazioni e bugie, infatti i dati reali non sono al momento pubblici. L’Ucraina dal 24 febbraio ha sempre mostrato un’immagine di forza, sia al pubblico che ai suoi alleati. Il governo non ha mai condiviso informazioni che potrebbero suggerire un indebolimento o dare l’impressione che questa guerra non è possibile vincerla. In sostanza, i funzionari ucraini non vogliono dare informazioni che potrebbero incoraggiare gli Stati Uniti e gli altri partner occidentali a diminuire o interrompere il flusso di armi e di aiuti ma la situazione sul campo, gli accordi e la politica giorno dopo giorno cambiano.

Perché l’Ucraina ha impostato la sua comunicazione, basandosi su false notizie e bugie è evidente, ancora di più durante la guerra, completando la sua strategia di comunicazione offendo un’immagine del nemico russo come un essere diabolico, senza anima, violento e capace di ogni tipo di crimine contro l’umanità. Più volte durante questi giorni di conflitto, funzionari, politici e lo stesso Zelensky si sono alternati per denunciare i crimini compiuti dai militari russi. Lo scopo è la ricerca di una reazione “emotiva” stordendo gli alleati e spingerli ad inviare sempre più aiuti e sempre più armi. Parallelamente sono attive agenzie e social specializzati nel continuare il reclutamento di mercenari stranieri da inserire nei reparti militari ucraini dislocati al fronte. L’artefice in prima linea era Liudmyla Denisova. Dal 24 febbraio ha invaso tutti i giorni le redazioni, le tv, le radio e i giornali del mondo, inviando storie di violenze compiute dai soldati russi. Violenza sessuale sulle donne, sui bambini, l’esistenza di forni crematori mobili per fare sparire i cadaveri dei militari russi. Liudmyla Denisova quotidianamente raccontava bugie e coordinava una rete interna ed esterna per la diffusione delle sue bugie, fosse comuni, anziani torturati, violenze sessuali su i neonati, racconti dell’orrore in cui sono specificati, giorno e luoghi dei crimini compiuti dai militari russi ma era tutto falso. La potenza di questa macchina di propaganda è spaventosa, una fitta rete supportata da media online e social è riuscita ad essere l’unica fonte di informazione per l’occidente. Dall’inizio del conflitto, i media europei e non solo, ricevono e diffondono circa l’80% delle informazioni provenienti da canali digitali ucraini, oltre a quelli governativi. Uno dei risultati è stato il condizionamento dell’opinione pubblica di tanti Stati ma questa strategia non ha avuto effetti positivi in Italia, i cittadini dal primo giorno non hanno mai condiviso le scelte del governo italiano. Liudmyla Denisova è intervenuta al parlamennto italiano con la sua litania dell’orrore ma come Lei stessa ha ammesso, erano tutte bugie, una costruzione dettagliata di false notizie, solo allo scopo di convincere quelle forze politiche non ancora pienamente “stordite” dal racconto ucraino. Come abbiamo già scritto in un altro articolo, Liudmyla Denisova è stata poi “licenziata” e dimessa dal suo incarico di “racconta bugie” ma su queste informazioni il governo italiano ha basato le sue scelte politiche, i parlamentari ed i senatori non potevano agire liberamente, perché le notizie ucraine erano palesemente false come hanno confessato gli stessi autori.

A fronte di questi nuovi fatti, incontrovertibili, su quali basi informative il governo italiano vorrà continuare a prendere le sue decisioni sull’Ucraina e ancora più grave, continuando ad ignorare l’opinione pubblica italiana? Come intendono reagire il presidente della Repubblica Italiana Mattarella e il capo del governo Draghi, anch’essi ingannati dalle false notizie ucraine? Non è il caso di invitare un rappresentante del governo ucraino e chiedere spiegazioni e quale sia veramente la verità?

Articolo approfondimento: https://www.sovranitapopolare.org/2022/06/07/ucraina-propaganda-italiana-senza-vergogna/

 

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