Secondo un sondaggio DOXA, pubblicato dall’Uaar  (Unione Atei Agnostici Razionalisti), l’Italia è divisa tra credenti (82%) e altri (atei e agnostici).  Dei credenti, il 66% circa è cattolico. Rispetto a 5 anni fa, i credenti cattolici sono in diminuzione (−7,4%) mentre crescono gli atei (+3,8%), ma il 66% della popolazione rimane pur sempre una percentuale molto interessante da non trascurare se si è a caccia di voti.

Salvini deve avere fatto bene i suoi calcoli, d’altronde è assistito da spin doctor che hanno retto la sua crescita di consensi che certi sondaggi danno dal 17% fino a sopra il 30%. Vero è che, a differenza del M5S, è stato favorito dai media, sia come presenza che come trattamento nei talk show,  fino a che il PD non ne è diventato il maggiore vero beneficiario, dopo la nomina di Zingaretti.

Le immagini diffuse dalla Lega nei media e nei social fanno riflettere. C’è da chiedersi perché sono state scelte proprio quelle, dato che l’obiettivo è fare crescere i consensi, come di fatto è avvenuto. Quelle immagini probabilmente colpiscono di più la sensibilità e l’inconscio dei destinatari ed è indubbio che gli spin doctor lo abbiano ben calcolato e studiato.

Salvini si esprime quasi sempre in modo paratattico. Non fa mai discorsi complessi, articolati ricchi di frasi secondarie. Predilige slogan semplici ed efficaci accompagnati da toni perentori, direttivi, categorici, ultimativi, sottolineati con gesti di significato altrettanto tassativo e apodittico. L’aria che si respira con lui è assolutamente autoritaria e imperiosa e i dati di consenso dimostrano che piace a una buona fetta di elettori. Dà l’immagine dell’uomo forte, deciso e con le idee chiare, certa gente è convinta che l’Italia ne abbia bisogno, in un momento così difficile per tutti.

Ha diffuso sue immagini con il mitra in mano per sortire l’effetto che è pronto a difendere i suoi principi ad ogni costo e con ogni mezzo: deciso, forte, pronto a tutto, guai a chi si mette contro di lui.

Ha raggiunto l’apice esibendo il rosario in piazza Duomo a Milano. In lui, più che in ogni altro, compaiono chiari i concetti mazziniani, enfatizzati dal fascismo, “Dio, Patria e Famiglia”.  Così ha completato ufficialmente la sua triade estetizzante dato che, anche se divorziato e convivente, cita spesso nei suoi discorsi la famiglia e i figli, conditi con il suo sovranismo dichiarato. C’è da chiedersi allora come siano veramente questi italiani che lo votano. Non c’è dubbio che quella parte che ha sostenuto Berlusconi, e la ridda di premier che l’hanno seguito, oggi abbia bisogno di un leader munito di un carisma formale più che sostanziale, e che si preoccupi di apparire risolutivo. È triste però dover ammettere che questa parte dell’elettorato è in grado di influenzare l’ago della bilancia

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