Quel che ho imparato sull’educare

Educare è agevolare la necessaria scoperta di ciascuno a conoscere la propria vocazione più profonda, a individuarsi, consapevole e cosciente del proprio ruolo. Studente nel suo significato etimologico latino è «colui che desidera, che sogna». Diceva Danilo Dolci ciascuno cresce solo se sognato. Ciascuno deve potersi sognare. È questo sogno che dobbiamo aiutare a venire alla luce, a concretarsi.
L’arte dell’interrogarsi reciproco è la via naturale che risuona con le più profonde esigenze di crescita civile e spirituale. Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere. La scuola pubblica è il luogo naturale dove deve, e può avvenire, la facilitazione al raggiungimento del  pieno sviluppo della persona umana che prepari alla effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paeseperché ciascuno possa concorrere con gioiaal progresso materiale o spirituale della società.
La scuola deve uscire dalla trappola trasmissiva che costringe ciascuno a conformarsi a divenire esecutore di volontà altrui. È necessario imparare a sperimentare il comunicare autentico che sappia valorizzare la specificità di ogni individuo e l’intelligenza collettiva del gruppo perché: una rivoluzione culturale urge, in cui la gente riconosca l’interesse proprio e si organizzi a conquistarlo, liberandosi dai dominatori, invece di cedere al crescente senso di impotenza, irrazionalità, paura, isolamento, atomizzazione.

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