Non c’e’ ancora risposta dal governo Conte alle illegalita’ commesse da TAP

di Daniela Tana

Sovranità Popolare numero 1 anno 2

L’attacco che il territorio Salentino, insieme a tutta la Puglia, sta subendo con l’arrivo del gasdotto Tap e con la frode Xylella, è ormai chiaro, deriva dalla sua posizione geografica strategica, trovandosi esattamente in mezzo nel Mediterraneo, come un ponte tra l’Europa e il Nord Africa e il Medio Oriente, quindi una posizione ottima per chi vuole speculare sulla pelle della popolazione, creando questioni che i Salentini e i Pugliesi hanno capito essere imbrogli a tutti gli italiani, ma che la presentazione mediatica descrive in tutt’altro modo. 

Ci fanno credere che l’Italia abbia bisogno di altre fonti di produzione energetica, nonostante la Puglia sia già dal 2014 diventata una regione leader in Italia per produzione di energia elettrica da fotovoltaico ed eolico, tanto da esportarne più della metà, purtroppo senza beneficio per i suoi abitanti.

Come già detto i gasdotti in arrivo in Italia, come Tap a Melendugno e Poseidon ad Otranto, non hanno la funzione di ridurre i costi in bolletta, ma fanno parte di un progetto che vuole trasformare l’Italia,  e il Salento per la precisione, (fonte MISE SEN2013), nel collettore e linea di trasporto principale del gas per il centro e Nord Europa. Il perché è semplice: così come dichiarato dal MISE nel SEN2017, tali opere su territorio nazionale, ma di proprietà di società PRIVATE, vengono pagate da tutti gli utenti italiani in bolletta, grazie alla famigerata Legge 418 del 1995, ricordiamocelo sempre, e gli italiani già pagano nelle bollette del gas, il gas importato e non consumato, pari a circa il 40% di quello che pagano. Siamo i finanziatori nascosti e ignari di tutto ciò che costruiscono le grandi e potenti Compagnie dell’energia.

E’ necessario il supporto di tutti gli italiani per far finire questo progetto speculativo per le nostre tasche, già provate da politiche finanziarie che danneggiano gli italiani, per salvaguardare l’ambiente, la salute e il nostro patrimonio culturale-paesaggistico e per la formazione di nuovi modelli economici alternativi a quelli devastanti che le multinazionali e governi vorrebbero imporci.

I gasdotti che ci vogliono imporre pongono un importantissimo problema che non deve passare in secondo piano: Tap, è un caso di ingiustizia prima di tutto climatica, ed è importante e necessario che la politica stia dalla parte dei cittadini e delle future generazioni

Descrizione: Risultato immagini per foto su manifestazioni contro TAP

Immagine della costa Salentina dove approderà il gasdotto Tap. Il mondo ci invidia questo mare.

La Senatrice Sara Cunial, ex M5S, adesso facente parte del gruppo misto, e da sempre vicina al popolo salentino per le questioni Tap e Xylella, insieme ad altri colleghi, ex M5S e altri, ha presentato l’8 maggio 2019  un esposto per chiedere l’interruzione dei lavori e sequestro del cantiere Tap.
In una conferenza stampa in data 25 maggio 2019, insieme al prof.re Michele Carducci, al prof.re Graziano Petrachi, al dottor Massimo Blonda del Cnr, al sindaco di Melendugno Marco Potì e  ad Alfredo Fasiello, Presidente comitato No Tap Salento, ne hanno spiegato le ragioni.

La senatrice Sara Cunial  ha presentato nella Conferenza Stampa in diretta dalla Camera dei deputati il motivo della Conferenza per spiegare l’esposto contro Tap: “C’è un’emergenza in corso senza eguali nella storia: un’emergenza climatica, ambientale, ma anche civile, sociale e democratica. Qui in gioco ci sono i diritti di tutti noi e delle future generazioni. Il diritto al clima, a vivere in un contesto salubre, il diritto a un lavoro dignitoso e a un’informazione degna di questo nome. Vogliamo tutelarle? Vogliamo tutelarci? È tempo di guardare in faccia la realtà, leggere le carte, ascoltare chi da tempo denuncia i soprusi e le violenze che sta subendo la nostra terra e i suoi abitanti.
#Tap, #Tav, #Pedemontana, sono tutte facce dello stesso progetto. Un progetto senza visione e senza rispetto delle persone e della vita. Un progetto che ci vedrà tutti perdenti, anche chi, oggi, su questo sistema specula e si arricchisce. I numeri e i fatti sono evidenti.
Vorremmo ricordare ai politici che hanno sfilato al fianco di Greta, insieme ai ragazzi in sciopero per il clima o a quelli che hanno commemorato la morte di Falcone, a quelli dei tanti minuti di silenzio e a quelli delle promesse elettorali, che gli intenti e le idee si dimostrano con i fatti nelle Aule parlamentari. Noi come rappresentanti delle Istituzioni siamo chiamati QUI in queste aule a prendere delle decisioni che siano determinanti. E oggi, più che mai, avremmo modo e dovere di fare qualcosa di concreto a favore dei cittadini, dell’ambiente e delle future generazioni.
Il tempo delle grandi opere imposte dall’alto, inutili e dannose è finito. Ed è tempo che anche chi amministra la cosa Pubblica agisca per tutelare le popolazioni ed il loro diritto di decidere del proprio futuro.

Siamo qui per portare all’attenzione del Governo e di tutte le istituzioni la questione Tap. Ancora una volta. Siamo stati 11 parlamentari ad aver presentato un esposto lo scorso 8 maggio,  al procuratore capo di Lecce dott. Leonardo Leone de Castris per chiedere l’ interruzioni dei lavori e quindi il sequestro del cantiere Tap.  Noi siamo qui per denunciare che da quando esiste questo progetto, da quando esiste questo cantiere sono varie le irregolarità emerse nell’iter procedurale della valutazione VIA, della Valutazione di Impatto Ambientale. Criticità che non possono essere ignorate  da chi ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica e il diritto dei cittadini e quindi il futuro del nostro Paese. Ormai è evidente che la questione del gasdotto Tap non possa ridursi ad una mera questione di costi e di penali come è stato fatto intendere, all’inizio di questa legislatura. In questa vicenda infatti sono coinvolti diritti e interessi che purtroppo non sono monetizzabili. E quindi il diritto alla salubrità dell’Ambiente, i diritti fondamentali dell’uomo, l’essenza stessa della democrazia, Sovranità Nazionale e autodeterminazione dei popoli. Gli interessi privati non possono venir prima della tutela ambientale e della sicurezza dei cittadini. Quindi chiediamo che venga garantito il rispetto del diritto Europeo dell’Ambiente.”

Proprio in seguito al suddetto esposto presentato in Procura, in data 6 settembre 2019 si è avuta la notizia che 19 persone, tra ditte appaltatrici e dirigenze di TAP, sono state iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Lecce per (a vario titolo) violazione dei vincoli paesaggistici, abusi edilizi, inquinamento di falda, violazione della VIA riferita a TAP. Naturalmente tra gli indagati comparivano la Trans Adriatic Pipeline Ag Italia, e  Michele Mario Elia Country Manager Tap (già condannato anche in appello per la strage di Viareggio!).   In data 25 gennaio 2020 sono stati tutti e 19, tra ditte appaltatrici e dirigenza TAP,  rinviati in giudizio                       

Le indagini avrebbero accertato come le “opere” sarebbero state eseguite in assenza di alcune autorizzazioni, con conseguenti abusi edilizi e danneggiamenti. Le presunte violazioni avrebbero riguardato “ la realizzazione del tratto italiano del gasdotto marino e terrestre, anche su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e/o idrogeologico o dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico, in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie, essendo illegittime quelle rilasciate con decreti 223 dell’11 settembre 2014 e 72 del 2015”.

Nell’inchiesta è anche confluito il filone relativo all’espianto degli ulivi in Località “Le Paesane” eseguiti in periodo non consentito e con modalità non consentite; avevano costruito delle recinzioni del cantiere in una zona che era protetta dal vincolo paesaggistico e quindi non potevano essere costruite. TAP e gli altri 18 hanno agito attuando una serie di illegittimità contro le quali si era denunciato e anche protestato da parte dei cittadini di Melendugno; e quando si è protestato la popolazione ha dovuto subire le manganellate da parte delle forze dell’ordine che ritenevano di dover proteggere TAP e contrastare la popolazione che cercava di difendere il territorio tenendo in alto le mani per dimostrare di non voler attuare alcuna protesta violenta, portando nelle manifestazioni pacifiche anche i bambini e gli anziani. Ci sono state situazioni tragiche.  A distanza di due anni il PM ha disposto che non solo la popolazione non aveva tutti i torti, ma probabilmente aveva ragione!

Finora sono stati espiantati 1.900 alberi di ulivo per preparare il tragitto del gasdotto, solo nel territorio di Melendugno, poi sono previsti altri 8.000 e più, fino ad arrivare a Brindisi! In tutto questo aiutati dalla bufala del batterio Xylella.

Descrizione: Risultato immagini per foto su manifestazioni contro TAP

Alberi di ulivo espiantati lungo il percorso del gasdotto Tap

C’è una considerazione da fare, che la dice lunga su come le grandi Compagnie e i Governi “lavorano”  in questi tempi:  è incredibile che si costituisca come parte civile il Ministero dell’Ambiente, che è l’Ufficio che ha rilasciato quell’autorizzazione VIA, che adesso si dice illegittima!

Altra considerazione: c’erano “zone a vincolo” come quella della palude di “Cassano” dove gli scavi per il tragitto del gasdotto TAP sono stati effettuati senza i permessi: hanno buttato giù dei “muretti a secco” (che sappiamo essere protetti) e sono passati in aree luogo di incendi dove, per legge, devono passare 10 anni – ma sono previsti 20 anni – prima di poter costruire! E non parliamo della falda acquifera che hanno inquinato!

TAP, società privata, ha fatto quello che ha voluto, ha spadroneggiato aiutata da Forze dell’Ordine pagate da noi cittadini, tra l’altro, e che ubbidivano a comandi arrivati dall’alto. La popolazione di Melendugno con il gruppo NO TAP ha chiesto aiuto a tutti gli uffici e Autorità preposti per far rispettare le leggi, anche al presente governo come a quello precedente, ma è stato risposto “che era tutto in regola”. Ma sappiamo anche, che all’indomani della débacle elettorale del 4 marzo 2018, il Ministero dell’Ambiente concesse in fretta e furia il “nulla osta” per l’autorizzazione VIA di TAP senza la necessaria documentazione, con decreto direttoriale n.116 del 9 marzo 2018 a firma del Direttore Generale Giuseppe Lo Presti,  quindi, ulteriori atti a quelli che secondo i PM di Lecce sono macchiati di illegittimità. Ma Conte disse che non si poteva fermare TAP perché si sarebbero dovute pagare penali pesantissime – e su questo ci sarebbe molto da dire! Lo stesso Conte disse e promise che se fosse risultato che TAP avesse commesso dei reati, il Governo avrebbe bloccato l’opera! Stiamo ancora aspettando.

Ma, intanto, TAP ha rilasciato un messaggio: Noi andiamo avanti lo stesso!

Descrizione: Risultato immagini per foto su manifestazioni contro TAP
Descrizione: Risultato immagini per foto su manifestazioni contro TAP

Le dimostrazioni pacifiche della popolazione che sostava cercando di fermare i camion che trasportavano gli alberi espiantati e la reazione violenta delle forze dell’ordine   Descrizione: Risultato immagini per foto su manifestazioni contro TAP

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