5 Commenti

  1. Il mondo buddhista in realtà è quietisticamente afono.
    Questo monaco theravada è l’unico a far sentire la sua voce di denuncia e l’unico a incitare al Risveglio delle coscienze !!.
    Maurizio xing wu ex monaco buddhista della tradizione CHAN

  2. Il mondo buddhista è IMBALSAMATO,omologato. I suoi rappresentanti stagnanti nell’indifferenza, solipsistica,autoreferenziata,complici con le forze maligne del potere. Fin dai primi mesi avevo inviato all’UBI e ad alcuni monaci di mia conoscenza questo scritto, non ricevendone considerazione alcuna. riporto qui di seguito:
    NAMO BUDDHAYA, NAMO DHARMAYA, NAMO SANGHAYA !

    L’insegnamento del Buddha, è praticare la via del Risvegliarsi consapevolmente alla vera realtà dei fenomeni.

    Al fine di poterli riconoscere nella loro essenza ci si deve impegnare in una pratica continua per ridurre progressivamente, nella nostra mente-cuore

    la fondamentale ignoranza che ha come suoi prodotti i cosiddetti TRE VELENI: brama, avversione, illusione.

    A COSA SERVE QUESTO RISVEGLIO?

    Alla propria “salvezza” personale o a quella di TUTTI GLI ESSERI?

    La pratica, certamente non può che essere personale.

    Lo studio, anche è personale o svolto in gruppo.

    Il Maestro Dogen affermava che nel praticare, noi Siamo Buddha. NAMO BUDDHAYA

    Con lo studio rammentiamo tutti gli insegnamenti nella nostra Mente NAMO DHARMAYA

    E come rendiamo omaggio al SANGHA? Come si può interpretare anche, che sia, IL SANGHA oltre la comunità dei Maestri, Bodhisattva, Buddha del Passato?

    Il SANGHA, non può essere interpretato come il PORTARE il nostro omaggio al Buddha, al Dharma nella realtà in cui viviamo, lavoriamo, nelle nostre relazioni

    sociali quindi, nel contesto della vita di tutti i giorni che ci vede immersi nel tessuto della vita politica, economica con le sue contraddizioni, ingiustizie?

    E allora la domanda conseguente non può che essere questa: in che misura incidono pratica, insegnamenti nella vita collettiva, nella società?

    Quale reale potere hanno di influenzare le scelte politiche, economiche dei governanti? L’azione svolta nei centri di dharma, l’attività dei monaci, laici, in che modo incide nelle menti di coloro che siedono nei centri decisionali?

    Se è vero che i TRE VELENI sono presenti in noi nella nostra mente condizionata da tempo senza inizio, si può misconoscere che essi sono sempre stati nella storia del genere umano,incarnati nelle istituzioni politiche, nell’economia, nella finanza?

    Il periodo che stiamo vivendo, vede queste stesse istituzioni agire, attraverso i suoi rappresentanti, nella maniera più esplicita e brutale possibile.

    L’elite oligarghica che da sempre detiene il potere ha creato la situazione migliore per esercitare la sua forza oscura per attuare un processo trasformativo non solo più di carattere economico ma, questa volta, della natura stessa di cosa voglia dire continuare ad essere umani e avere la possibilità di realizzarne la dimensione spirituale.

    Mi riferisco chiaramente alla situazione drammatica(per chi ha chiara consapevolezza) che la presenza del corona virus e la sua gestione continua a perpetrare

    Si possono individuare i TRE VELENI incarnati in maniera esplicita; brama di controllo e di potere; avversione-repressione del dissenso ;inganno-illusione di un unico

    rimedio salvifico. Le masse, condizionate, manipolate, terrorizzate. I rappresentanti di ciascun veleno essendo: il potere delle grandi multinazionali del farmaco;

    i governanti internazionali a loro asserviti; La stampa e le forze di polizia nel criminalizzare e reprimere chi esprime il punto di vista diverso da quello imposto;

    la magistratura nell’eliminazione dei più elementari diritti costituzionali la casta dei medici venduta alle case farmaceutiche.

    Nulla di nuovo in questo nostro mondo! non c’è da esserne ingenuamente scandalizzati. Tutti questi attori stanno “facendo il loro gioco”.

    L’interrogativo che ormai in questi quasi due anni mi accompagna quasi quotidianamente è: MA COSA STANNO FACENDO LE FORZE DEL DHARMA?

    Il DHARMA ha la funzione appunto di SOSTENERE, di salvaguardare l’ordine naturale nel quale è inserito l’essere umano e non solo.

    Il DHARMA ha la funzione di PROTEGGERE da tutte quelle energie che contaminano le menti e i cuori che in quello stato sono preda dei tre veleni oltre che di se stessi anche delle istituzioni.

    E allora considerando ciò non occorrerebbe forse RIMETTERE IN MOTO LA RUOTA DEL DHARMA IN QUESTO TEMPO così cruciale per l’umanità su questo nostro pianeta?

    Piuttosto che ristagnare in una interpretazione pedissequamente moralistica quietista che finisce con l’essere complice delle forze di Mara non è l’ora anche per

    il Dharma di affiancare la propria voce a quella di altri che in questa fase sono impegnati nel contrastare questa enorme operazione di MAGIA NERA?

    Perchè non organizzare nelle piazze, nei luoghi opportuni delle meditazioni silenziose; delle recitazioni di Sutra;

    Perchè non impiegare i numerosi insegnamenti; i numerosi MEZZI ABILI che il Dharma possiede?

    Fin dall’inizio di questa, che lOMS opportunisticamente ha definito una pandemia, ridefinendone il concetto iniziale, constatando che la situazione non solo non fosse chiara ma che aveva già prodotto grandi sofferenze tra la popolazione con anziani deceduti nelle case di riposo; con il “consiglio” da parte del Ministero della salute(?) retto dallo Speranza, di non procedere alle autopsie per conoscere la vera causa dei decessi; fin da quel momento ho sentito la necessità di riscontrare innanzitutto un qualsiasi pronunciamento in merito, dei rappresentanti del Dharma che non fosse meramente di pietistico cordoglio o stanziamento di soldi da parte dellUBI.

    Riporto quanto da me scritto all’epoca:

    Rendo omaggio al Buddha
    Rendo omaggio al Dharma

    Rendo omaggio al Sangha

    Svolgo questa riflessione perchè mi sento compartecipe della sofferenza in cui versano moltissime persone a causa delle misure, a mio avviso sproporzionate ,imposte dal governo in occasione della presenza e circolazione di questo virus.

    Penso che il Buddhadharma possa, anzi debba, in questa fase ,essere pensato e praticato come Il Grande Farmaco che possa far guarire da cosi tanta malattia fisica e spirituale.

    Sono convinto che l’azione dei membri del Sangha, monaci ,laici sia stata costante nei templi, centri di dharma.

    Tuttavia in tutti questi mesi di restrizioni, di chiusure, le attività che coinvolgevano i praticanti all’esterno sono cessate o quantomeno si sono svolte con modalità “virtuali”

    Ciò nonostante si sono svolte manifestazioni di protesta di comuni cittadini, gruppi organizzati, associazioni dei famigliari delle vittime del virus che tutt’ora pretendono chiarezza sulla gestione di questo virus e di chi siano state le responsabilità della mancanza di tempestive cure adeguate ai primi malati..

    Periodicamente su iniziativa di una deputata (Sara Cunial) si tengono conferenze alla Camera in cui intervengono esponenti delle varie discipline per fare luce sull’intera vicenda .Inoltre sono in corso azioni legali(ultimamente una Class action di 1000 avvocati) nei confronti sia del governo che di “ignoti”per denunciare reticenze, incapacità-negligenze se non addirittura di precisa volontà nell’aver mancato di soccorrere e curare in maniera tempestiva e adeguata, consigliando anche di evitare di procedere alle autopsie, facendo così morire molte persone, per lo più anziani, che invece potevano essere salvate.

    A tutt’oggi, malgrado sia stata richiesta da un comitato di medici e scienziati,non vi è una commissione internazionale che indaghi sulle cause ,le responsabilità, la gestione di questa epidemia.

    Una domanda ,in me ,che in tutti questi mesi ricorre e che rivolgo:

    E NOI PRATICANTI, MONACI come ci “poniamo” in questo quadro??.

    Constato che non scorgo, non odo pronunciamento alcuno nel contesto attuale se non, a mio avviso,stereotipati comunicati autoreferenziati e scolastici richiami al dharma, che al pari di certe esangui prediche di sacerdoti cattolici, risuonano lontani-distanti dalla esperienza di vita concreta delle persone che in questo periodo sono impaurite e afflitte. Basta aver donato soldi?

    Dov’è l’energia di Avalokitesvara che vede con i suoi occhi , ode i lamenti degli esseri senzienti e con le sue mille mani corre in loro soccorso con i suoi mille mezzi abili?

    Dov’è l’energia di Manjusri con in mano il suo libro di conoscenza e con la sua spada che recide l’ignoranza liberando gli esseri dalla paura?

    Dov’è l’energia di Ksitigarbha che scende fin’anco negli inferni più terribili per salvare gli esseri?

    Sono rimaste forse queste energie “imbrigliate”nei monasteri, centri del dharma ristagnanti sui cuscini di meditazione?

    Perchè è così? E’ soltanto una mia percezione?

    Non mi sfugge, come credo sappiano tutti, che viviamo nel kali yuga, l’epoca in cui il Dharma “appare” oscurato.

    L’ideogramma cinese che sta per Grande Crisi, esprime simultaneamente Grande Opportunità.

    Questo è allora IL periodo cosmologico-storico per dare nuovo impulso vitale al Sanatana Dharma.

    Non credo che la mia sia una ipotesi fantasiosa; anzi invito tutti a considerarla come appunto una Grande Occasione per offrire il Farmaco del Buddhadharma

    a tutti coloro che, liberamente abbiano, sperimentandolo, la fiducia di assumerlo.

    Ma occorre che ci sia chi gliene faccia “gustare” il sapore.

    Per questo ritengo che questa sia la situazione ideale per portare nel tessuto della vita quotidiana l’Insegnamento.

    Usiamo pure alloratutti i mezzi abili che il Dharma offre.

    Tutti i Sutra sono l’espressione, la manifestazione della nostra Natura Fondamentale;

    se non ci si risveglia alla nostra Mente (secondo l’insegnamento CHAN di Bodhidharma) si predica e si pratica sterilmente mortificando il Dharma.

    La natura di Buddha è in potenza latente in noi. SIAMO NOI. Essa va però risvegliata e coltivata con la retta ed energica pratica; va agita e “incarnata” QUI-E-ORA

    in questa attuale realtà oramai sempre più più satura di confusione, menzogna, paura, avversione.- I 3 veleni in azione al nostro interno e nelle istituzioni.

    Che si usi quindi ogni Sutra nella/della nostra Mente praticando i QUATTRO GRANDI VOTI DEL BODHISATTVA.

    SMRTI rammentiamo:

    Le QUATTRO NOBILI VERITA’ ;

    L’ORIGINE CONDIZIONATA DEI FENOMENI;

    L’ANAPANASATI SUTTA la necessaria consapevolezza e la funzione vitale del respiro -che l’uso indiscriminato della mascherina imposto- ci sta togliendo, facendoci ammalare-;

    Con il SUTRA DEL CUORE apportiamo la saggezza, oltre ciò che appare, della realtà di tutti i fenomeni e di come viverli senza sviluppare i 3 veleni

    brama-attaccamento, paura-avversione, ottenebramento-illusione. Nello specifico del virus in modo tale da non essere preda e vittime della terroristica narrazione propagandistica circolante.

    Si diffonda l’Insegnamento del KALAMA SUTTA per non credere ciecamente ad alcuna autorità costituita ma impegnarsi ad accedere ad una pluralità di fonti di informazione formando da sè medesimi la retta-obiettiva conoscenza benefica per sè e i molti.

    Il DONO più PREZIOSO E’ il DONO del DHARMA !

    Diffondendolo senza furia proselitistica ma essendo presenti e facendo sentire la Sua Voce in tutti quei contesti in cui è possibile e nelle modalità più appropriate,

    si potrà creare un sentire, pensare , agire essendo connessi al RTA a ciò che è naturale, pienamente umano e non meccanicamente logico.

    Sta ad ognuno di noi interrogarsi , riflettere e agire sul cosa e come fare a seconda del rispettivo guna-karma esaurendolo in questa unica vita possibilmente per non doversi ritrovare a compierlo nella prossima.

    Ognuno di noi è libero di abbracciare il Buddhadharma come ritiene. Senza presunzione e alieno da qualsiasi “fondamentalismo” invito a evitare che Esso

    ristagni nelle nostre menti condizionate rischiando di essere sottomesso alle forze di MARA.

    Il Dharma è Incondizionato; senza tempo, inattuale perchè SEMPRE attuale nelle nostre Menti.

    Il Buddhadharma è intimamente connesso con gli esseri senzienti( e non);

    con tutto ciò che è umano e naturale.

    In questa fase, a mio avviso è in corso una GUERRA ASIMMETRICA ,non dichiarata ufficialmente, di cui la maggior parte della popolazione mondiale è inconsapevole; guerra scatenata dalle elite del potere tesa non solo ad instaurare un nuovo Ordine economico per azzerare l’enorme debito pubblico ma anche per

    plasmare, rimodellare un nuovo tipo di esistenza tra gli individui nella società creando un sub-uomo.

    Eliminare tutto ciò che richiami ancora a valori umani con l’avvento di tecnologie sempre più invasive nella sfera pubblica e nel privato.

    Distruggere sostanzialmente tutto ciò che possa significare l’essere umani con le sue caratteristiche fisiche , culturali, spirituali.

    Ne consegue che, per mantenere l’intima connessione BUDDHA-ESSERI SENZIENTI, occorre contrastare questo progetto già operante del resto.

    ( i cattolici hanno il concetto del KATECHON).

    Personalmente riscontro quanto sia sterile continuare a coniugare il Dharma nell’interpretazione meramente scolastica che si limita a ridurre la sofferenza

    e non fornire invece quegli strumenti di analisi e di critica dello stato delle cose attuali.

    Mi si dirà che non è compito del Buddhadharma e dei suoi membri del Sangha interessarsi di questo.

    A parte che ,in alcuni paesi dove il Buddhismo è religione ufficiale, sia nel passato (Vietnam l’esperienza del-dei bonzi datosi fuoco);

    sia attualmente nello Sri Lanka che in Thailandia vi sono monaci impegnati in manifestazioni;

    non riesco ad accettare che questo Tabù debba valere soltanto per i rappresentanti del Dharma in Italia (forse per percepirci come anime belle?)

    in linea con l’interpretazione ortodossa?

    Ebbene occorre il coraggio di una “ERESIA” anche questo non è certo una novità nella storia del Dharma e potrà essere motivo di scandalo solo

    per i “timorati” e/o i “farisei” del medesimo.

    A ragion veduta, non si tratta tanto di un voler “piegare” o peggio rendere “impuro” il Dharma bensi’ renderlo strumento efficace per liberare gli esseri che,

    conoscendolo, lo vogliano riconoscere valido e imprescindibile aiuto al fine di liberarsi dall’ignoranza, dalla paura, dall’ avversione e illusione generata ad arte

    dalle organizzazioni di potere nazionali e mondiali.

    Il BUddhadharma, è mia limpida e certa convinzione, debba far “ridestare” gli esseri tutti dall’ipnosi MAYA (matrix) collettiva dal dominio che viene mantenuto e operato sulle coscienze di milioni di esseri che, sono morti, che sono stati ridotti in rovina, che tutt’ora sono stati privati dell’esercizio delle loro libertà

    fondamentali sancite dalla nostra Costituzione.

    E’ sempre incombente il tentativo di mutare il nostro stato di UMANI intervenendo con il vaccino “messianico” modificando il nostro codice genetico;

    se non metteremo in campo tutti gli insegnamenti, se non si useranno tutti i mezzi abili che il Buddhdharma ci offre,

    su questo già semi-infernale pianeta Jampuvida non ci saranno più le cause e condizioni affinchè infiniti esseri possano nutrirsi del nettare del DHARMA.

    Colui che è divenuto un BUDDHA, era un essere umano! Se non lottiamo per salvare L’UMANO non ci saranno più BUDDHA !!

    In attesa di divenire dei BUDDHA, scopriamoci, senza ego (Il sutra del Diamante in noi) dei BODHISATTVA !
    Non è vero che I buddisti protestano! Sono DORMIENTI

    • Caro Maurizio è molto interessante la tua riflessione, noi non siamo riusciti a raccogliere molto sul tema ma siamo pronti ad accogliere ulteriori approfondimenti.
      Io credo che in riferimento a quanto sta accadendo credo che le riflessioni ci siano, forse difficile intercettarle. Se tu vuoi se tu sei daccordo, puoi anche scrivere un articolo sulla base delle tue riflessioni magari provando a rivolgerti alla comunità presente in Italia.

      • Mi rendo conto che quanto da me scritto possa risultare di non facile interpretazione per chi, forse non addentro all’argomento. Quando all’epoca-parlo del marzo 2020- scrissi la seconda parte del testo, ricevetti una risposta interessata solo dal maestro Engaku Taino- Luigi Mario -abate del monastero di Scaramucia a Orvieto della tradizione zen dell’antico maestro cinese Lin-chi. Questo maestro recentemente ha lasciato il corpo,ho saputo, perchè avrebbe contratto la covid ma non so quale sia stato il suo decorso.
        Vi ringrazio per aver reso pubblico questo mio pronunciamento che vuole essere terapeutico per la mia amarezza e pro-vocare, spero, una riflessione in chi si sentirà partecipe. Sulla base di ciò potranno esserci ulteriori approfondimenti.Grazie ancora e complimenti per il vostro lavoro che stimo molto. Maurizio

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