Il destino dell’Eurozona nel lungo termine

L’integrazione politica europea “per contare negli equilibri economici mondiali” è una bufala

di Marco Cattaneo

Un ritornello degli euro-unionisti è che gli Stati europei hanno bisogno di aggregarsi per “pesare” nei confronti dei grandi blocchi economico-politici mondiali (USA e Cina in particolare).

In merito a questo tema, credo sia utile riflettere su alcuni dati.

Se parliamo di aggregazione economica, assimilabile almeno in parte a un embrione di Superstato, dobbiamo fare riferimento all’Eurozona, non alla UE. Gli Stati che usano la loro moneta sono collegati agli altri da un sistema di accordi di libero scambio, regolamentazione della concorrenza, cooperazione economica, ma godono di autonomia pressoché totale per quanto riguarda le loro politiche di bilancio.

Bene. Oggi l’Eurozona ha una popolazione di circa 330 milioni di persone, il mondo nel suo complesso 7.850 milioni.

Il mondo continua a crescere in termini di popolazione. A metà del secolo o poco dopo si raggiungerà una stabilizzazione intorno a 10 miliardi di persone.

Gli Stati membri dell’Eurozona resteranno ai livelli attuali o forse caleranno un po’, diciamo intorno a 300 milioni.

In termini economici, lo sviluppo mondiale continuerà a ritmi molto sostenuti in Asia e (trainato anche dalla demografia) in Africa. E sarà significativo anche in America e in generale nella sfera anglosassone.

Se l’Eurozona continuerà con le sue politiche deflattive, orientate alla compressione salariale e alla ricerca ossessiva di surplus commerciali verso l’estero (orientamento che il Recovery Fund NON modifica in modo minimamente significativo) la sua crescita di PIL sarà invece modesta o nulla.

Nel 2050, possiamo quindi aspettarci un’Eurozona che pesa per il 3% della popolazione mondiale, con un PIL procapite ancora superiore alla media, ma decisamente meno di oggi.

Che peso avrà l’Eurozona nelle dinamiche mondiali ?

Il 3% della popolazione, e poco di più in termini di PIL complessivo, significa essere, rispetto al mondo, nella stessa relazione in cui la Svezia è oggi rispetto all’Eurozona.

La Svezia ha 10 milioni di abitanti – il 3% di 330, appunto – e un reddito procapite un po’ più alto della media eurozonica.

Con tutto il rispetto per il civile e progredito popolo svedese, quanto pesa la Svezia in termini di capacità di interazione con l’Eurozona ?

Qualcosa di vicino a zero.

Mettiamolo in termini di proporzioni:

Svezia : Eurozona = Eurozona : Mondo.

In altri termini, se mai l’Eurozona s’integrasse sul piano politico (eventualità oggi remota, peraltro) negli equilibri mondiali conterebbe…

…tra poco e nulla.

Certo, le cose potrebbero cambiare. Altri paesi potrebbero adottare l’euro, per esempio. Peccato che gli stati UE-non-euro di un certo peso economico e/o demografico – Svezia, Danimarca, Polonia, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca – se ne stiano guardando bene.

Per tacere dei britannici, che per non lasciare dubbi dalla UE sono proprio usciti

Mettiamola pure in termini crudi: l’integrazione politica europea “per contare negli equilibri economici mondiali” è una bufala. Tanto per cambiare.

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