Piano di emergenza nazionale

PREMESSA

Un grande Paese come l’Italia, che dispone di:



un ammontare imponente di risparmio privato interno;

sbilanci commerciali con l’estero in attivo strutturale da anni;

una struttura produttiva capillare e resiliente alle difficoltà;

una cultura della solidarietà che si esalta nei momenti topici;



NON HA ALCUN BISOGNO DI PRESTITI ESTERI.

NSSUN BISOGNO!

Per scongiurare la proposta insistente di “aiuti internazionali” offerti da una speculazione internazionale che è oggettivamente attratta dalle nostre ricchezze, forse gelosa delle nostre capacità, è necessario:

mobilizzare – ma anche necessariamente proteggere –

gli oltre 4000 miliardi di RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE

escludendo esplicitamente prelievi forzosi.

Va fatto nelle forme più semplici ed immediate possibili!

È una vergogna che il Paese lasci questa immensa ricchezza nazionale nelle mani di chi, oltretutto, ci disprezza e ci ricatta.

*  *  *

Di seguito:


Interventi per un PIANO DI EMERGENZA NAZIONALE

(emergenza sanitaria, finanziaria, sociale).

Provvedimenti che chiamano a raccolta il Paese e la popolazione: sono POLITICI, prima ancora che tecnici. Possono godere di amplissimo consenso popolare.

a) EMERGENZA FINANZIARIA

Misure indispensabili

1) emissione immediata di TITOLI DI STATO DELLA SOLIDARIETÀ, per quantità illimitate.

riservati esclusivamente alle famiglie risparmiatrici italiane, con caratteristiche semplici e chiare:

– durata breve, da 6 a 36 mesi;

– tasso zero (BOT a 6 e 12 mesi) o parzialmente indicizzato all’inflazione interna (CCT a 24 e 36 mesi);

-garanzia di rimborso privilegiata;

– modalità di collocamento “senza asta”: il tasso è deciso dal Tesoro, l’ammontare è libero;

– operazioni di collocamento con continuità periodica, settimanale;

– offerta privilegiata attraverso banche pubbliche e Poste italiane;

– pubblicità obbligatoria e sistematica su tutte le televisioni ed i giornali nazionali e locali (un discorso mirato di Conte a reti unificate sarebbe miracoloso!).

Commento: si può fare subito, già da oggi. Le condizioni psicologiche degli italiani, terrorizzati dalla prospettiva del bail-in e dell’arrivo del MES, ma fortemente rinsaldati nella voglia di unità e di riscatto dall’emergenza sanitaria, giustificano la ragionevole attesa di parecchie centinaia di miliardi di euro. Centinaia di miliardi di liquidità.

Si rendono così a disposizione le cifre necessarie a fronteggiare l’emergenza, sia sanitaria che economico-sociale, nella dimensione adeguata al bisogno (centinaia di miliardi, non le briciole che ci vorrebbe concedere la speculazione internazionale. Germania docet).

2) il Tesoro annunci pubblicamente che le eccedenze raccolte con i Titoli della Solidarietà saranno parzialmente usate per ridurre o azzerare i futuri importi delle aste rivolte agli investitori istituzionali.

Gli restituiamo, a scadenza regolare, i loro soldi. (Altro che default!)

In particolare, vanno ridotte le emissioni di titoli a più lunga scadenza. Saranno quindi soggette a revisione le date già annunciate delle future aste, gli importi ed anche l’elenco degli operatori autorizzati a partecipare (meglio privilegiare le banche pubbliche).

Commento: la rarefazione dell’offerta per gli investitori istituzionali fa salire necessariamente i prezzi e scendere i rendimenti.

La speculazione internazionale “professionale”, dopo qualche possibile turbolenza iniziale, capirà presto che le conviene correre a comprare sul secondario ogni titolo italiano rimasto, facendo crollare lo spread.

3) Apertura obbligatoria e gratuita presso Banco Poste di un “conto corrente fiscale” per tutti i codici fiscali e tutte le partite iva .

Commento: si costruisce così immediatamente un sistema di pagamenti interno, in quanto gli uffici postali in tutti i Comuni italiani sono già collegati in rete. L’azione ci immunizza dalla possibilità che la BCE possa “chiudere i rubinetti” della liquidità (vedi Grecia). Può essere usato per tutti i pagamenti da e verso le PPAA, locali e centrali.

4) Utilizzo delle banche pubbliche per acceder a fondi BCE, da destinare al sostegno agli investimenti. Possono essere usate da subito (con un mandato rigido e chiaro al management, ma meglio ancora se con una nuova dirigenza): il Mediocredito Centrale, il Monte dei Paschi di Siena e, con piccoli interventi, la Cassa Depositi e Prestiti e Banco Poste. Possono prendere prestiti dalla BCE e, all’occorrenza, sostenere i corsi dei titoli di stato.

5) Annuncio di un piano di salvataggio ed eventuale nazionalizzazione delle banche residenti che dovessero riscontrare difficoltà.

6) Tutte le banche pubbliche saranno trasformate in Enti Pubblici.

Saranno esonerate dal rispetto dei regolamenti di Basilea; godranno di garanzia da parte dello Stato; saranno dedicate interamente alle attività commerciali, anche locali.

Avranno il divieto di offrire alla clientela privata prodotti finanziari per l’investimento diversi da: un deposito garantito dallo Stato; una obbligazione di enti pubblici garantita dallo Stato; un titolo di Stato

Commento: i regolamenti di Basilea rendono sconveniente per le banche prestare soldi alle piccole e medie imprese ed alle famiglie, soprattutto nel momento del bisogno.

I soldi raccolti sui depositi presso le banche pubbliche possono finanziare – FUORI DAI VINCOLI DI BILANCIO PUBBLICO – un grande piano di investimenti produttivi a favore della piccola e media impresa privata.

L’economia ha urgente bisogno del servizio di tutela del risparmio e di indirizzamento, coordinamento e controllo dell’esercizio del credito. La responsabilità è della Politica: lo impone la Costituzione ed i mercati hanno dimostrato di non sapersi proprio autoregolamentare.

In attesa che il mondo riesca a rivedere i regolamenti di Basilea, ed a coordinare il ripristino normativo della separazione bancaria (Glass Steagall Act), la soluzione a portata di mano è quella di attuare, da subito, la separazione di fatto, concentrando nelle banche pubbliche le attività “commerciali”, di interesse per l’economia reale, e lasciando la attività di speculazione finanziaria alle banche private (libere di rischiare, ma anche di fallire).

Altre Misure Accessorie di carattere finanziario

6) Divieto di vendita allo scoperto in borsa; sospensione immediata delle trattazioni nei momenti di turbolenza.

7) Sospensione di ogni attività sui derivati speculativi. Avvio di una commissione di inchiesta giudiziaria, dotata di poteri straordinari di indagine, sulle attività di intermediazione finanziaria con la clientela.

Commento: nel momento in cui un intermediario vende un “prodotto per l’investimento” ad un ignaro cliente, registra un utile non proporzionato al rischio che trasferisce in capo al cliente, il quale non può essere in grado di valutare né il prezzo né il rischio, neppure se ha firmato diecimila “prospetti informativi”, perché non dotato dei costosissimi strumenti informatici indispensabili alla valutazione. Ipotesi di truffa aggravata.

8) Sospensione immediata e transitoria di ogni forma di restrizione all’uso del contante.

Commento: oltre a titoli, depositi e conti correnti, ci sono molte altre centinaia di miliardi di risparmio nazionale sotto forma di banconote di grande taglio che i divieti sull’uso del contante tengono congelati nelle cassette di sicurezza, o sotto i materassi.

L’economia nazionale ha un estremo bisogno, in questo momento di emergenza, di moneta circolante nell’economia reale. Ogni azione di contrasto alla malavita organizzata ed all’evasione, può e deve essere affrontata strutturalmente con azioni di diversa natura, in un momento appena successivo.

9) In caso di bisogno urgente di liquidità, lo Stato può emettere direttamente – senza violare obblighi internazionali – forme di denaro a circolazione interna, anche in forma elettronica, che non circolano all’estero.

Potrebbero essere i minibot, i crediti fiscali (CCF) o i Sire, oppure le “stato note”.

Molto più semplicemente, possono essere “euro domestici” – che i cittadini possono comprendere immediatamente – emessi sia in forma cartacea che utilizzabili elettronicamente sui nuovi conti fiscali (eventualmente duplicati ad hoc).

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b) EMERGENZA SOCIALE

1) REDDITO PROVVISORIO DI SOLDIARETA’. Garantito per sei mesi a chiunque si trovi in stato di disoccupazione involontaria, senza formalità né restrizioni (autocertificazione e codice fiscale). 750 euro al mese esentasse. Rinnovabile.

Commento: (per 6 mesi, per 5 milioni di persone, costa solo 22,5 miliardi, mentre porta il Paese in sicurezza, e tutti noi a sostegno convinto dell’azione governativa).

2) PIANO STRAORDINARIO DI INVESTIMENTI PRODUTTIVI

suddivisi in:

investimenti pubblici, finanziati da tasse e titoli di stato, ed eventualmente dalla BCE per il tramite delle banche pubbliche (sanità, credito, telecomunicazioni, giustizia, sicurezza, ricerca, altri servizi pubblici essenziali);

investimenti a favore di piccole e medie imprese private, finanziati in forma agevolata dalle banche pubbliche (agricoltura, energia rinnovabile, mobilità alternativa, altri settori strategici).

Si distinguono:

– interventi da attuare entro i sei mesi, in grado di sostituire al più presto il reddito di solidarietà con un dignitoso reddito da lavoro.

– interventi strutturali, in un piano da attuare nell’arco di più anni  che sia in grado di far sparire definitivamente la povertà, la disoccupazione, il precariato.

N.B.: ogni eventuale impennata dell’inflazione, può agevolmente essere contrastata con interventi fiscali mirati e tempestivi (tasse sul reddito, tasse sui consumi).

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c) RAPPORTI CON L’EUROPA

1) Dopo aver messo in sicurezza lo spread, si dichiarano unilateralmente sospesi i vincoli di bilancio previsti dai vari trattati.

Commento: converrebbe perfino pagare eventuali sanzioni, su un piano banalmente numerico (le azioni suggerite sono in grado di far letteralmente esplodere il PIL e le entrate tributarie).

Ad ogni modo: se l’emergenza sanitaria giustifica la sospensione delle libertà democratiche, l’emergenza sociale ed economica giustifica a maggior ragione la sospensione di semplici regole prudenziali e contabili.

2) Proposte ragionevoli di modifica dei Trattati

– Inversione delle disposizioni dell’articolo 123 del TFUE: la BCE avrà il divieto di prestare soldi alle banche private e dovrà finanziare gli Stati fino al raggiungimento dei loro obiettivi Costituzionali (piena occupazione, assicurazione della dignità dei cittadini e del progresso materiale e spirituale della nazione). Solo subordinatamente, opererà per garantire la stabilità dei prezzi, compresi però i prezzi dei mercati finanziari.

– Richiesta di scioglimento del MES e sospensione unilaterale ed immediata di ogni contribuzione obbligatoria. Eventualmente, proposta di una sua trasformazione in organismo interamente privato, sebbene trasparente e controllato dalla giustizia e dalla politica, volto a salvare esclusivamente le banche di natura finanziaria.

Remissione dei debiti alla Grecia.

Commento: occorre dare un segnale immediato del cambiamento di impostazione verso le prime vittime della rigidità dei mercati: dalla competizione selvaggia, alla solidarietà fra popolazioni. 

È ora, infine, di rivedere alla radice le fondamenta culturali e valoriali di una “Unione” che è nata male ed è finita peggio, basata  esclusivamente sugli interessi del “business” e della speculazione,  come diventa sempre più evidente, ogni giorno che passa.

13 thoughts on “Piano di emergenza nazionale

  1. Ciao Guido,
    Ma non riesci a portare queste proposte direttamente a Conte?
    Per capire che aria tira: dopo il disastro che potrebbe subire l’Italia se non si attuano delle misure SERIE (mi sembra che non manchi praticamente niente nella tua ricetta) per il Governo ed in primis per il Presidente del Consiglio potrebbe essere l’occasione di salvare il Paese e passare alla storia.
    Senza intermediari o portaborse: punta direttamente a Lui con questo manifesto programmatico! Sei una persona credibile e disinteressata; intendo interessata soltanto a risolvere il problema degli Italiani.
    Ci puoi arrivare. Punta in alto, credi a me. Il tuo amico Fabio

    1. Ciao Fabio
      grazie e prova a darci una mano, non è facile mettere sul tavolo di Conte le proposte di Guido, proviamoci insieme

  2. Ciao Guido, sto girando da giorni con il mio megafono rudimentale, per sensibilizzare la gente verso gli argomenti da te trattati. Ora con questo blocco , mi trovo spiazzato e rabbioso.
    Comunque occorre escogitare il modo per approfittare di questo periodo di sospensione della democrazia per svegliare gli animi popolari sopiti da troppo tempo.
    Avanti tutta!!!!
    Andrea Bassetta

    1. Purtroppo esiste una difficoltà quasi insormontabile : l’ informazione dei giornaloni e delle TV di regime che remano contro……
      Ruggero

  3. Dott. Grossi, mai sentito un piano completo, organico e chiaro di obiettivi, contenuti e strumenti. Un piano che un un presidente del consiglio intelligente e non eterodiretto, traendo occasione dallo stato d’emergenza, adotterebbe…a patto di volere il bene del proprio paese. Unico caso in cui il paese lo rivoterebbe alle prossime elezioni, se mai ci saranno…Ed è un piano ragionevole e attuabile nelle odierne condizioni e contesto, non un proclama di buone intenzioni. Ma quale strategia usare per fare sentire la nostra voce di cittadini? possiamo far qualcosa partendo dai nostri comitati territoriali?

  4. Ho scritto a domande@sonoleventi.it il TG di Peter Gomez chiedendo di invitarlo nel suo TG per un intervista
    però probabilmente anche lì occorre spingere. Tuttavia, nel loro caso, siccome non appartengono al mainstream politico ufficiale, forse se molti cittadini richiedessero la stessa cosa si riuscirebbe ad ottenere qualcosa. Purtroppo è indispensabile che questo piano sia messo all’attenzione dei media per arrivare a tutti e perché no essere dibattuto, aperto al contributo di altri tecnici, ampliato e/o corretto, purché se ne discuta.

  5. Salve Dott. Grossi, seguo da un po di tempo e con molto entusiasmo le soluzioni che propone per poter sfruttare le infinite possibilità dell’Italia e poter vivere meglio e liberi. Seguendo i suoi video su youtube mi sono imbattuto in quelli di Valerio Malvezzi, che mi pare sostenga soluzioni simili a quelle che propone lei, e che proprio in questi giorni ha lanciato una petizione indirizzata al Presidente Conte, seppur con un programma meno articolato di quello che ho appena letto sopra. Volevo chiedere se fosse possibile magari unire le forze per portare questi temi di fondamentale importanza ( finalmente spiegati in maniera chiara e semplice ) all’attenzione di tutti e sopratutto se secondo lei possa essere questa una valida soluzione.
    In ogni caso voglio ringraziarla per quello che fa.

  6. Grazie GUIDO GROSSI di questa stupenda narrazione ,di competenza di visione del futuro di saggezza e di umanità . Ti seguo da tempo e sono iscritto al giornale informa digitale , In questo progetto si sente tutta la tua esperienza di vita nel settore con una lucidità impressionante in tutti i punti anche i più delicati come
    il rapporto con l’unione europea ( che anch’io non condivido) e sopratutto sarà molto dura con la GERMANIA, la tua prudenza sull’uscita dal’ euro zona è ammirevole anche se sarà quasi impossibile cambiarla dal didentro ,ma per la prima fase e nell’emergenza sanitaria economica attuale concordo con la tua visione, penso e dai prova di un vero politico non un servo e cameriere dei poteri forti diverrai certamente uno statista.Un grande abbraccio anche se dobbiamo stare a distanza.

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