Un sistema fallito a rischio di una guerra civile

L’Armata America

di redazione

Vendita di armi. Ultimi due anni, in USA su 10 persone 5 posseggono almeno un'arma da fuoco automatica

Non è importante se si chiamasse Kyle, Bob, Cristine oppure Jon, di pelle bianca o nera, sono ragazzi ancora con il volto di bambino ma imbracciano armi automatiche con una disinvoltura di un soldato addestrato, pronti ad uccidere, poliziotti o persone inermi, come è successo durante la protesta per il tentato assassinio di Jacob Blake.

Giovani vittime di un sistema fallito, la società di mercato piu ricca, più ingiusta, più violenta: gli Stati Uniti d’America.
Un paese dove la vendita ed il possesso di armi da guerra è libera e difesa dalla potente lobby delle armi, che finanzia metà del Congresso. Un paese dove la polizia, sempre più frequentemente sembra non avere la capacità di “controllare” l’utilizzo della forza, da parte di alcuni polizziotti, assolutamente smisurata e a volte omicida.

Un paese dove i poveri muoiono di Covid semplicemente perché non esiste un sistema sanitario pubblico e né Biden, né tantomeno Trump pensano di instaurarlo. Un paese dove la Borsa ha registrato i massimi guadagni mentre quarantatre milioni di persone perdevano il lavoro. Un paese dove le persone diventano invisibili, ma che continua ad imbrogliare l’umanità con il suo sogno: quello per cui chiunque si dia da fare, ha la possibilità di diventare ricco. Il sogno americano è la truffa del secolo, ma in tanti ci cascano, finché la violenza della polizia verso molti di loro fa risvegliare la rabbia accumulata da chi sente di aver perso.

Le proteste sono il solo modo con cui la maggioranza di esclusi, invisibili, riesce a farsi sentire, non è rassegnazione ma rabbia.
Gli Stati Uniti sono un paese dove ingiustizia sociale e razzismo si riproducono assieme. Per questo il giovane bianco Kyle – magari dopo aver visto in tv le foto con i mitragliatori di due coniugi di mezza età , presenti alla convention di Trump – ha pensato di sparare. Il fascismo americano non è solo nel potere e nella polizia, è nella società discriminante, nell’individualisno estremo, nei suprematisti bianchi, nei ragazzi vittime in famiglia della mala educazione razzista, che poi vanno alle manifestazioni credendo di partecipare ad un videogioco.
Il sistema americano è fallito perché ancora vuol credere e fa credere che tutto questo siano casi ed eccezioni e non la sua feroce normalità. E quel sistema non riesce a cambiare nulla, guardate oggi i film sul razzismo di sessant’anni anni fa, è tutto come allora.
Per questo suonano vuote e deboli le parole dei democratici contro Trump, che semplicemente rivendica tutto il peggio del sistema e mette il fucile in mano ai ragazzini.

Sono parole deboli perché presentano il presidente repubblicano come una sorta di corpo estraneo ad un paese che, liberandosene, tornerà al bene di prima. No Trump è un prodotto puro del sistema e non può essere sconfitto se non si mette in discussione il sistema che l’ha prodotto.
Per un secolo gli Stati Uniti sono stati il modello del capitalismo per il mondo, ora sono la sua manifestazione fallimentare. Non ingannino il potere di Wall Street, dei supermiliardari, delle multinazionali. Quel potere affonda nella catastrofe sociale e le fiamme di Kerosha, Wisconsin, cominciano a lambirlo. Il sistema non cambia e alla fine sprofonda nella guerra civile, ultima manifestazione della competizione estrema alla quale ogni cittadino viene indirizzato sin dalla nascita.

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