Cosa possiamo aspettarci dall’intelligenza artificiale?

L'intelligenza artificiale entra nelle nostre vite ma ci sono controindicazioni, sopratutto per le nuove generazioni. L'ossessione dei "like" può avere gli effetti di una droga

Hand pointing at glowing digital brain. Artificial intelligence and future concept. 3D Rendering
di Eric Bombolo

Il progresso, la tecnologia la quarta rivoluzione industriale, la quinta forse o magari l’ultima, sta di fatto che pochissimi hanno capito di cosa si tratta, dell’impatto fortissimo che avrà sulla vita di ogni essere umano, sul modo di concepire la società, il lavoro e tutto ciò che riguarda la sfera affettiva dell’uomo. Meno ancora hanno sentito parlare di DISRUPTION e di cosa succederà tra qualche anno. Ciò che fino a qualche anno fa era pura fantascienza, intelligenze artificiali macchine intelligenti adesso è diventato realtà, ma questa realtà è così bella?

Secondo lo psichiatra tedesco Manfred Spitzer sembrerebbe proprio di no. Egli ha scritto un libro dal titolo “Emergenza Smartphone” che oltre a soffermarsi sulle conseguenze negative dell’uso intensivo di quell’apparecchio fa una panoramica dettagliata sull’impatto che la tecnologia odierna ha sulla nostra mente, sul nostro sviluppo intellettivo, psicologico e fisico. Il quadro che ne risulta è davvero preoccupante; in primis si nota un progressivo diminuire del quoziente intellettivo soprattutto nei soggetti più giovani, l’autore fa riferimento a persone nate dal 2000 in avanti.

Questo progressivo diminuire delle capacità intellettive porta di conseguenza ad avere meno spirito critico, meno consapevolezza di ciò che ci accade intorno con il risultato che si è molto più manipolabili, questo è un pericolo per la democrazia che già oggi non gode di una buona salute in generale, soprattutto nell’Unione Europea.

In Francia nel 2018 è stata varata una legge che vieta l’utilizzo dello smartphone nelle scuole e paesi come l’Australia che hanno investito tanto nella digitalizzazione delle scuole stanno facendo un passo indietro. I risultati sono scioccanti, Spitzer nel suo libro fornisce dati e statistiche molto precise indicandone una molto allarmante: il rendimento scolastico in alcuni paesi come la Svezia da metà degli anni 90 ad oggi è calato in media del 30% l’impennata di questo calo si è avuta proprio in concomitanza con la digitalizzazione cominciata poco dopo il 2000.

Oltre al problema del rendimento scolastico se ne presentano altri altrettanto gravi: la modificazione delle relazioni umane, totale perdita di privacy, l’impossibilità di accedere a molti servizi se ormai non si dispone di una connessione a internet.

Per quanto concerne le relazioni umane l’autore non intende la relazione in senso stretto ma tutta la sfera emotiva dell’uomo; un esempio su tutti sono i social network che per la loro struttura e per come diano la possibilità di commentare o mettere i famosi “LIKE”, crea una vera e propria dipendenza come se fossero una droga; l’utilizzo massiccio dei social network crea in chi ne abusa (purtroppo sono veramente tanti) un senso di benessere e appagamento identico a quello delle sostanze stupefacenti a in questo caso la droga è il “LIKE” o il commento a ciò che si pubblica, questa cosa si è riscontrata nel pubblico più giovane sui vari social network, lascio a voi immaginare le conseguenze negative che questo può avere.

Altra cosa allarmante è la totale perdita di privacy quando si è invitati dai social network stessi a pubblicare foto, stati d’animo o altro senza rendersi conto che l’algoritmo che gestisce appunto i social network (si avete letto bene “algoritmo” non degli esseri umani) studia i vari profili per cercare di personalizzare pubblicità contenuti multimediali con il solo scopo di condizionare i loro comportamenti. La cosa che però è davvero allarmante è come l’uomo si stia rendendo sempre più dipendente dalle nuove tecnologie.

Qualcuno potrà obiettare su come lo siamo già dall’energia elettrica, al gas e altre finti di energia, ma il problema è che una centrale elettrica o un gasdotto non sono intelligenze artificiali e non posso prendere decisioni autonomamente come fanno le intelligenze artificiali che gestiscono i social network; quando in futuro comanderanno sistemi idrici, automobili, sistemi di difesa come si potrà essere sicuri che funzionino prendendo decisione per il bene dell’umanità.

Queste parole che possono sembrare fantascienza sono molto vicine a noi ed è più che mai necessario prendere coscienza di questa cosa per fermarla. Fermarla non vuol dire ritornare al medioevo o non usare più il pc, ma adoperarsi affinché vengano messi dei paletti stretti a livello legislativo per impedire che queste nuove tecnologie vengano usate nel modo sbagliato e alcune fermate se necessario, ma una certa parte politica che spinge per il voto on line su piattaforme per nulla trasparenti spera proprio nel creare una nuova Matrix.

Purtroppo però la mancanza di sovranità sia monetaria che parlamentare dell’Italia non sarà di certo di aiuto per regolamentare questo evento che cambierà la nostra vita.

Facciamo una riflessione: la maggior parte dei manager della Silicon Valley manda i propri figli in scuole dove, computer, tablet ecc. sono proibiti, persino la calcolatrice. Non sembra strano che dirigenti che lavorano per le multinazionali della tecnologia, mandino i propri figli in scuole dove la tecnologia è bandita?

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