MES: vi svelo quello che non vi dicono

Finalmente si parla di Trattati capestro per l’ITALIA, finalmente si parla del MOSTRUOSO MES

Troppo poco di un Trattato internazionale, quello istitutivo il Meccanismo europeo di stabilità (MES), che, in modo complementare al Fiscal Compact, ha istituito una nuova governance europea per la gestione della crisi.

La creazione del MES è stata decisa nel Consiglio europeo del 16-17 dicembre 2010. In quell’occasione si è raggiunto l’accordo per avviare la procedura di revisione semplificata (ai sensi dell’art. 48 del Trattato dell’Unione Europea) riguardo all’art. 136 del Trattato funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e si è potuto introdurre il nuovo paragrafo 3, con il quale si riconosce in modo esplicito il potere degli Stati membri la cui moneta è l’euro di dar vita ad un’istituzione finanziaria permanente, il MES appunto, con sede a Lussemburgo, non previsto originariamente dai trattati.

Il MES ha già prodotto risultati pratici tangibili e enormi. L’Italia, considerando anche il vecchio Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) di cui il Mes è stato l’erede, ha già versato 46 miliardi di euro dei 125 miliardi previsti fino al 2017. Soldi che chiaramente potevano essere utilizzati per rilanciare la nostra economia attraverso quei progetti eternamente sospesi per la mancanza di coperture.

IL MES HA PERMESSO ALLE BANCHE DEL NORD EUROPA DI RIPRENDERE I CREDITI CONTRATTI NEI PAESI DEL SUD, IN DEFAULT A CAUSA DELLE ASIMMETTRIE ECONOMICHE INSOSTENIBILI PRODOTTE DALLA MONETA UNICA E EMERSE IN MANIERA DRAMMATICA NEL 2010. IL TUTTO È STATO VENDUTO AL SOLITO DALL’INGEGNERIA DELLA DISINFORMAZIONE ALLA OPINIONE PUBBLICA COME UN FONDO SALVA STATI

Ecco alcuni articoli, che di certo nessuno vi racconta:

ART.9 il MES può richiedere il versamento del capitale in qualsiasi momento, il capitale dovrà essere versato entro 7 giorni per non incappare in sanzioni

ART.10 in qualsiasi momento può richiedere aumento di capitale

ART.13 la richiesta di sostegno al MES di uno Stato membro in difficoltà economica, dovrà essere valutata insieme alla BCE (banca centrale europea) e al FMI (fondo monetario internazionale)* e la sostenibilità del debito

ART.14 il MES presterà denaro (+ interessi) allo Stato membro

ART.20 la politica di fissazione dei tassi d’interesse (sui soldi prestati) può essere rivista dal MES

ART.25 il MES è autorizzato a richiedere interessi di mora sull’importo dovuto

ART.32 immunità dei rappresentanti del MES da parte di tutti gli organi di giustizia degli Stati membri, immunità dei documenti dei rappresentanti MES; immunità sui beni del MES da ogni forma giurisdizionale (no a perquisizioni, sequestro, confisca, esproprio, pignoramenti); locali e documenti del MES sono inviolabili (tutto rimane segreto); esenti dl fisco o dalle licenze creditizie

ART.34 i membri del MES devono tenere le informazioni protette dal segreto professionale

ART.35 IMMUNITÀ DEI MEMBRI DEL MES E DEI PROPRI DOCUMENTI

ART.36 tutte le operazioni del MES non sono soggette a tassazioni dirette

ART.41 capitale iniziale (Italia 125 miliardi di euro) da versare in 5 rate in 5 anni

– Il MES si baserà su un capitale garantito dagli Stati membri che utilizzerà sui mercati, dai quali attingerà poi le risorse richieste. (art.3 del Trattato istitutivo del MES)

– Il MES “avrà piena personalità giuridica e capacità giuridica”, potrà quindi acquistare e alienare beni immobiliari e mobili o stipulare dei contratti. TUTTI I SUOI BENI, FONDI E AVERI GODRANNO DELL’IMMUNITÀ TOTALE DA QUALUNQUE PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO E SARANNO ESENTI DA RESTRIZIONI, REGOLAMENTAZIONI, CONTROLLI E MORATORIE. (ART. 32)

– Per aver accesso all’assistenza del MES, gli Stati dovranno rispettare le regole relative al Patto di stabilità e di crescita, i criteri di convergenza e i Memorandum d’intesa. Prima di ogni erogazione d’aiuti viene fatto firmare un Memorandum. Si tratta di un legame fondamentale e troppo spesso sottovalutato con il cosiddetto Fiscal Compact, che rende i due trattati un unicum politico nella creazione di quella nuova governance europea. (Punto 5 del Preambolo)

– È stata, infine, introdotta una deroga alla regola dell’unanimità e le decisioni più urgenti saranno prese a maggioranza qualificata. (art. 4)

VISTA L’IMPORTANZA CHE IL MES HA ASSUNTO E ASSUMERÀ NELLA GESTIONE DELLA POLITICA INTERNA DEI VARI PAESI CHE HANNO CHIESTO E CHIEDERANNO IL SUO AIUTO È ANZITUTTO IMPORTANTE OSSERVARE CHE IL MES È COSTRUITO CON SOLDI PUBBLICI, MA VIENE GESTITO SENZA MAI PASSARE ATTRAVERSO UN ORGANO DEMOCRATICAMENTE ELETTO.

La governance e l’istituzione è infatti tripartita tra il Consiglio dei governatori formato dai ministri delle finanze della zona euro, un Consiglio d’Amministrazione (nominato dal Consiglio dei governatori) e da un Direttore generale, che è responsabile dell’intera organizzazione, nominato a maggioranza qualificata dal Consiglio dei Governatori.

 Il diritto di voto di ogni stato membro non ha eguale valore ma varia al variare della quota versata. È dunque evidente che il MES è saldamente nelle mani dei governi nazionali e poiché la Germania è il maggior contribuente è anche il paese che ha il maggior peso nelle decisioni.

Ora più che mai è necessario USCIRE da questa UE, anche gli analfabeti funzionali debbono sapere quello che ci vogliono propinare.

La morte degli stati, non basta, ora ci vogliono morti per fame, quella vera. Non capirlo è favorire un altro genocidio indiscriminato.

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