Perché ho iniziato a praticare l’Agricoltura Biodinamica

Una questione irrisolta i danni della grande e media distribuzione nella filiera alimentare

di Ivo Bertaina

Il mio incontro ufficiale con l’agricoltura biodinamica risale a fine anni ‘90. Io nasco figlio di agricoltori e musicista di professione fin dai 14 anni e mi è sempre piaciuta l’agricoltura, soprattutto il mondo degli alberi: da piccolo dicevo a tutti che da adulto volevo fare l’agricoltore!

Finite le scuole medie io volevo studiare agraria perché mi piaceva, ma mio padre che faceva l’agricoltore e l’operaio in una fabbrica di pneumatici con i tre turni per guadagnare di più ed avere tempo libero per curare la campagna mi disse chiaramente che potevo fare qualsiasi scuola tranne l’agraria perché non voleva che facessi la sua fine di agricoltore che per vivere doveva lavorare giorno e notte tra campagna e fabbrica per sbarcare il lunario. Allora scelsi una scuola tecnica, da perito metalmeccanico e forse anche questa fu una fortuna, perchè allora le scuole agrarie stavano spingendo fortemente verso la chimica dei veleni ed avrebbero potuto “contagiarmi”

La scuola agraria di Verzuolo (CN) aveva organizzato nel 1989 un primo corso di agricoltura biologica e biodinamica e mi iscrissi perché la cosa mi interessava ed avevo già letto alcuni articoli su riviste dell’epoca tipo Demetra ed un tabloit milanese di cui non ricordo ora il nome. Una delle serate era dedicata all’agricoltura biodinamica e la condusse Stefano Andi, un consulente biodinamico di cui divenni poi amico, e la cosa che mi colpì, oltre alle cose che disse, fu che molti agricoltori e tecnici presenti al corso disturbarono molto il docente con atteggiamenti prevenuti contro l’agricoltura biodinamica e con attacchi che ritenni decisamente fuori luogo. Seppi poi che i biodinamici non erano ben visti dai biologici e viceversa soprattutto per “origini politiche”.

Nel mentre incontrai Germana, che divenne mia moglie, e con lei nel 1990 frequentai un corso di agricoltura biodinamica a Torre Pellice (TO) tenuto da Enzo Nastati e devo dire che mi piacque molto, soprattutto per il fatto che parlò sempre sia di agricoltura biodinamica che di antroposofia, ritenendole interconnesse e questi suoi impulsi come una folgore mi fecero sorgere molte domande, ben al di là del campo agricolo, perchè grazie alla curiosità che mi instillò scoprii anche io il vivente ed indispensabile mondo dell’antroposofia! Una cosa che disse Enzo fu notata da molti dei partecipanti, ed era che “il destino futuro della Terra era in mano agli agricoltori!” Mi sentii subito coinvolto nel progetto ed iniziai a comperare e studiare decine di libri di agricoltura biodinamica e di antroposofia e iniziai a sperimentare nei terreni di Cissone (CN) della mia azienda l’uso dei preparati, del calendario delle semine e molte altre prove con risultati davvero strabilianti e spesso alla sera con mia moglie leggevamo insieme libri di antroposofia (non facevamo solo questo) …

Preso dall’entusiasmo seguii poi altre decine di seminari in Italia ed all’estero e visitai numerose aziende biodinamiche per confrontarmi, imparare ed affinare il mio personale metodo.

Formai un gruppo locale di una ventina di agricoltori che studiavano e praticavano insieme la biodinamica ed iniziai subito ad allestire il 500, il 501 ed alcuni preparati da cumulo ed organizzai diversi corsi di agricoltura biodinamica nel mio paese con diversi docenti.

Nel 1996 diventai presidente di Agri.Bio.Piemonte, associazione dei produttori biologici piemontesi, e portai e promossi l’agricoltura biodinamica attraverso l’associazione che feci crescere velocemente e strutturai sempre di più.

Successivamente conobbi Gino Girolomoni, il fondatore di Alce Nero, uno dei padri dell’agricoltura biologica italiana, e diventammo molto amici e fui nominato vicepresidente di A.M.A.B., poi entrai in I.F.O.A.M. Italia come coordinatore nazionale, divenni consigliere di Demeter Italia dal 1998 al 2001, presidente di Codex, organismo di controllo nello stesso periodo, costituii Agri.Bio. Italia e poi nel 2007 ideai e registrai il marchio di certificazione AgriBioDinamica.

Dal 2001 fui anche consulente del ministro dell’agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio e feci parte per oltre 10 anni del Comitato per l’agricoltura Biologica del MIPAF e feci parte dei comitati di controllo di diversi enti di certificazione biologica.

Da allora organizzai e partecipai a centinaia di corsi di agricoltura biodinamica presso la sede di Agri.Bio ed in tutte le province piemontesi dal 1996 in poi con i migliori docenti nazionali ed internazionali e partecipai come docente ad altrettanti centinaia di corsi di agricoltura biodinamica ed antroposofia tenuti in Piemonte, in tutte le regioni italiane ed in diversi paesi europei.

Feci nascere Agri.Bio Edizioni, una casa editrice che ha stampato finora oltre 50 testi molto importanti di agricoltura biodinamica, biologica ed antroposofia. Conobbi e portai in Italia i preparati di Hugo Erbe ed i lavoro di H. Finsterlin, le sperimentazioni omeopatiche sui preparati bd di Lilly Kolisko e tutti i suoi lavori tradotti, ed io stesso feci alcune elaborazioni di preparati biodinamici nonché ne creai e sperimentai diversi altri.

Dato che la dinamizzazione e il fulcro della biodinamica studiai e creai diversi nuovi dinamizzatori a mano, a manovella, a pedali e uno meccanico da 750 litri.

Attualmente sto sperimentando l’uso della musica (dal vivo) con le piante, date le mie origini di musicista, perché penso che sia una tecnica che può dare ottimi risultati dato che ogni corpo di un essere vivente altro non è che un insieme di vibrazioni ordinate e niente come la musica (rigorosamente dal vivo) riporta ordine!

Attualmente ho scritto una serie di libri sul mio studio e sperimentazione di ogni preparato biodinamico e sulla loro possibile sinergia “Manuale molto pratico di agricoltura biodinamica”, giunto alla sua quarta edizione oltre ad un testo che racchiude la base comune di antroposofia e biodinamica che si intitola “Pensieri, parole, opere ed omissioni” oltre ad altri due testi, tutti editi da Agri.Bio Edizioni.

L’agricoltura biodinamica è una agricoltura sociale ed ha bisogno di confronto e di dialogo continuo e può se ben usata diventare la base di una nuovo interagire umano dove i soci non sono solo gli esseri umani ma tutti i vari regni vegetali, minerale ed animale nonché gli esseri elementari, i defunti e le Gerarchie Spirituali: solo cosi l’Universo può scendere nella Terra e partecipare alla sua coevoluzione.

Fare agricoltura biodinamica significa amare la Terra e tutti coloro che la abitano e preparala per il nostro prossimo ritorno!

Sui nostri siti www.agribionotizie.it, www.agribioshop.it e www.agribiodinamica.it provate le nostre iniziative, i nostri prodotti e le nostre attività: la nostra sede di Agri.Bio Servizi è a Dogliani (CN), Via Generale Cappa, 45.

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